Visualizzazione post con etichetta marxista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marxista. Mostra tutti i post

martedì 12 marzo 2013

L'alfabeto di Filippo

Citazioni, idoli, affetti, aspirazioni, manie, miti, contraddizioni di uno "stuntman per cartoni animati" (cit.)

A come Amici

Quelli del bar, quelli con cui uscivo la sera, quelli dell'Associazione. Tutti, a loro modo. Le briscole, le interminabili riunioni in piazza per decidere dove andare, il giro dei locali, le grigliate, l'occhiolino del carpentiere moldavo coi baffetti da sparviero, l'"Andiamo a casa di Filippo", l'ignoranza. Tutto.

B come BasketConnection

La vostra, la mia, la nostra community. Ne cito qualcuno così gli altri possono incazzarsi e odiarmi molto: Stiv, GaborZ, Jakoooo, Lulla, hog, Dave, rici, kenco, Cresi, Pozz, Alex, Rod, CondorZ, maistros, ste, Alcool, BW, Baldo, hifly, zuna, hard, namberZ, Walker. No, Allen no.

C come Cantucky

I mobili, il pizzo, i cimiteri del primo novembre come l'Orto Botanico, le luminarie di Natale come Las Vegas e soprattutto il basket. Ovunque. Dai campetti fuori dal Pianella alla Gazzetta che si legge dall'ultima pagina.

D come Dieta

No glutine, no lattosio, no solanacee, no carne rossa. Due pasti liberi a settimana. Carne bianca due volte ogni otto giorni. Salmone, mandorle, cicoria. Zenzero ovunque. E molto, molto altro.

E come Emma (Watson)

L'irrealizzabile amore della vita mia.

F come Fumo

Ho fumato la prima sigaretta a dodici anni. A quattordici le nascondevo nel cespuglio fuori da casa, avvolte in un quadratino di cerata per timore che, piovendo, si bagnassero. Rothmans Blu: anche da cinno avevo un certo gusto. Ho smesso e ripreso infinite volte, perché fondamentalmente mi piace. Oggi un pacchetto mi dura due settimane, a volte tre. Preferirei tagliarmi le palle che fumare l'ovale.

G come Genitori

Due persone più diverse non potevano esserci. Una è ansiosa anche per andare a pagare un bollettino in posta, l'altro se cade il mondo si sposta il giusto per non prenderlo in testa. Una mi disse che lo scooter non me l'avrebbe mai comprato, l'altro annuiva facendomi l'occhiolino. Una urla anche quando sussurra, l'altro l'ho sentito urlare due volte in via mia (ed in entrambi i casi ho riso molto). Eppure quanto vorrei che tra trent'anni il rapporto tra me e la Zorza fosse come il loro.

H come Hey Ho! Let's Go: The Anthology

Era l'estate tra terza media e prima superiore. La prima volta che andavamo a Milano da soli. Eravamo molto punk. E molto punkianamente lo rubai. Il viaggio di ritorno in metropolitana fu un mix tra l'essere ormai diventato definitivamente punk, l'ammirazione degli amici e il braccio violento della legge che sentivo incombere su di me ad ogni fermata. Sarà tutto in prescrizione ma meglio non dare coordinate, anche perché chi frequenta la capitale morale avrebbe già dovuto capire. Sì, è proprio quel Vento cantato da Renato Zero. Quello è stato il MIO CD. Le 58 canzoni e quelle 80 pagine di booklet le ho consumate come un figiciotto anni Cinquanta con "Il Capitale". H però, in questi giorni, è anche Harley: non voglio sprecare parole inutili, specialmente nei confronti di un'artista della parola, e non voglio farla più tragica di quello che già è. Prendo in prestito quelle di Angelo, che ho trovato bellissime nelle loro asciuttezza. "Se pensarti può servire, io lo farò". Sono cinque giorni che lo faccio. Un abbraccio.
Se pensarti può servire, io lo farò
I come Idraulico

"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono" (Primo Levi, La chiave a stella). Un mestiere che non ho scelto, fatto più per necessità (di uscire as soon as possible da casa) che per scelta, ma che ho molto amato, che mi faceva alzare la mattina col sorriso sulle labbra, che magari un giorno tornerò a fare. Chissà...

L come Lloret de Mar

La prima vacanza all'estero da solo, ideata e organizzata da me, da noi. Sì, ero già stato a Jesolo nel 2002 e a Denver l'anno prima ma ero in Italia nel primo caso e nel secondo era stata un'idea di mammà, interamente organizzata da ESL: Lloret è stata tutta un'altra cosa. Diciotto anni e il mondo in mano. Spiego per chi non lo sapesse: Lloret è una sorta di Riviera Romagnola compressa e, nello stesso tempo, al cubo, non cinematograficamente consacrata da quel capolavoro di "Rimini, Rimini". Anzi, in realtà è molto peggio. Un mare che definire orinatoio è fargli un complimento, spiagge di raccapricciante bruttezza, di giorno un normalissimo paesino di mare, di notte un girone infernale. Diciamo che è tutto "facile": alcol, sesso, droga, risse, bravate. Tutte robe che adesso, vecchio merdo, non farei neanche se mi pagassero, ma che allora erano l'eden, inutile nascondersi dietro un dito. Vabbé, basta polpettone sociologico. Una sera punto una fanciulla: tra me, lei e l'amore che stava scoccando si frappone una montagna nederlandese, una roba tipo 1,95 per 120 chili, che non faceva da custodia solo a me ma anche alla mia eventuale replica. Io, ovviamente sobrissimo, cerco di far valere fisicamente le mie ragioni, la cosa fa molto ridere lui ma incazzare il buttafuori che, non aspettando altro, mi scaraventa fuori dalla disco, alla camallo del porto coi sacchi di farina. I miei amici non avendo visto la scena, e non vedendomi più, vengono a cercarmi. Sono fuori dalla porta della disco e voglio aspettare il bestio per dargli una lezione. Vabbé, alcuni vanno a casa, altri cambiano discoteca e mi lasciano lì solo con uno, a farmi da balia (questo per farvi capire quanto ero sobrio). Ad un certo punto la montagna esce, io punto il dito: "E' lui" e parto. L'amico mi prende per il colletto della polo, tipo gancio per caricare i container sulle navi. "E' lui quale, quello?" - "Sì". Mi prende sottobraccio tipo Corriere della Sera: "Tu sei completamente scemo, ma scemo. Scemo. Scemo forte" e mi porta in hotel. Così, come il Corsera alla domenica mattina.

M come Mattei, Montanelli, Mullah Omar

Tre uomini che più diversi non si può, che conoscendosi si sono detestati o si sarebbero detestati. Tre uomini che hanno fatto molto e sbagliato altrettanto. Ma tre Uomini, che hanno sempre combattuto in prima linea, per un ideale, giusto o sbagliato che fosse, e che l'hanno fatto disinteressatamente, rimettendoci tanto, non rinnegando nulla. Tre Uomini e basta.

N come Numero 16670

"Lei non ha capito nulla della vita, l'odio non serve a niente. Solo l'amore crea!" (Padre Maximiliano Kolbe)
Non la condivido totalmente, ma visto il contesto e le decisioni assunte in precedenza, la trovo forse una delle migliori frasi mai pronunciate da bocca umana. 

O come Ormoni

Qui la visita medica aziendale è molto accurata, non è una formalità come in Italia. E' una sorta di benefit. Alla fine c'è un consulto col medico. "Lei ha gli ormoni di un sedicenne". Ho abbozzato ma volevo abbracciarlo forte e dirgli "Amico miooo, l'avevo capito da mo".

P come Pirati

"Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare" (Samuel Bellamy)

Q come Quadrupede

Ha anche imparato a nuotare...

R come Radio

La TV non la guardo quasi per nulla. Anzi, facciamo prima a dire che, partite escluse, non la guardo per nulla. Se non per qualche talent visto in condizioni precarie, ma ormai son tutti finiti. La radio invece la adoro. In Italia l'ascoltavo quindici ore al giorno. Dalle 6 alle 21. Qui ad un certo punto mi mancava talmente tanto che mi son deciso a comprarmi lo smartphone. Ascolto tutto e dio solo sa quanto mi piacerebbe farla.

S come Sultanato

La mia nuova casa. Uno Stato con una sua anima e non un parco giochi come gli EAU e una sua corrente religiosa, all'interno della galassia islamica (non sono né sunniti, né sciiti, ma ibaditi), molto liberal rispetto alle altre due correnti. Mare, caldo, lavoro che mi piace. Mi sto facendo anche un bel giro di bellaggente. In generale, per ora, si sta bene.

T come Teseo Tesei

"Non si preoccupi comandante, a costo di spolettare a zero, alle 4.30 l’ostruzione salterà!". Perché gli eroi delle guerre perse non sono meno eroi degli eroi delle guerre vinte.

U come United Kingdom

Io ho pochissimi pregiudizi. Direi quasi nessuno, se si esclude quelli che ho nei confronti dei rappresentanti della bandiera con la ruota raggiata, ma quelli sono post-giudizi. Uno di questi, pur all'acqua di rose, era sui sudditi di Sua Maestà. Senza di loro, quaggiù, in questo "scatolone di sabbia", sentirei molto più la mancanza di tutto. A prescindere da qualunque sia il loro livello d'istruzione, il numero di primavere, la provenienza geografica sono fondamentalmente dei cinni di tre anni, capaci di entusiasmarsi e di deprimersi con irrisoria frequenza. E io li adoro, ogni giorno di più. E poi ho sempre ammirato chi alla sera striscia verso casa, va a letto vestito, magari si alza pure di notte per stracciare però allo scoccare dell'inizio del turno di lavoro e lì: giacca, camicia, cravatte, ventiquattrore e Blackberry. Henry Chinaski lifestyle.

V come Vinsanto

Sei bottiglie trafugate dalla sagrestia. Cinque compari. La prima sbronza della mia vita. D'altra parte era solo la Notte di Natale. Nonostante il prete fosse un amico di famiglia fummo comunque sospesi per un anno, quindi per sempre dato che ne avevamo tredici, dal chierichettamento, saltando tutta la trafila di cerimonie di congedo che ci sarebbero state da dicembre a giugno, che allora erano la "lussuria proprio". Sei anni di messe servite alle 7.30 della domenica, di attacchi di panico perché le boccettine del vino e dell'acqua non si ribaltassero, di ricordarsi al sabato notte che tua mamma non ti aveva ancora lavato la cotta, puff. Buttati nel cesso. Senza quell'amicizia probabilmente avrebbero riaperto i Tribunales e riesumato Nicolas Eymerich.

Z come Zorza

Sempre, ovunque e comunque. My first, my last, my everything. Ella.

A ripensarci potrei fare un altro alfabeto: da Musica a Calcio, da Bukowski a Religione, da Ultras a Punk, da Ibrahimovic a Fitch.

lunedì 3 dicembre 2012

Chi parla delle Notti d'Oriente è perché non ne conosce i giorni!

Da martedì alle 9.15 sono nel Sultanato. Cosa sia successo martedì mattina, mezzogiorno, pomeriggio, cena, sera, notte, notte fonda non è argomento di questo blog, quindi passiamo al mercoledì. Ho conosciuto il mio capo (che non è Goldrake), un ingegnere pavese (a cui però non ho ancora chiesto perché i pavesini si chiamano pavesini se son di Novara) e, soprattutto, i miei dieci schiavi. A cui fa molto ridere il fatto che io mi chiami...Calippo. Vedete, non abbiamo esportato solo mamma, pizza, mafia, spaghetti e mandolino ma pure quello stronzo ghiacciato che ora mi si ritorce contro. Il fatto che poi esista il Calippo Fizz, che con Filippo produce ulteriore assonanza, li fa ulteriormente ridere. Praticamente sono sputtanato già dalla presentazione.  Sabato è stato il primo giorno, perché qui il weekend usa di giovedì e venerdì (c'è anche l'alternativa occidentale: venerdì-sabato, ma volevo calarmi da subito nella nuova realtà). E' dura, ma penso sia solo questione d'abitudine, nel senso che debbo imparare a tenere insieme troppe cose (nuovo lavoro, nuovi compagni, nuova lingua), ma non c'è molto altro da dire. Il Sultanato per ora è un parco giochi, nel senso che mi fa TUTTO molto ridere e molto stupire, giro per le strade come se fossi a Gardaland, mi sento Alice nel Paese delle Meraviglie (con molta meno droga, purtroppo).

Anzi, a dir la verità ci sarebbero da dire tre cose:

- Debbo affinare il mio inglese: ieri mentre eravamo sull'impianto, parlavo al cellulare per dare istruzioni a tre miei schiavi che operavano sullo stesso impianto a qualche centinaio di metri. Guardate che è difficile dabbestia parlare in inglese (inglese tecnico) otto ore al giorno. No, non è un alibi per giustificare il "Shut up", con loro che al posto di chiudere la check valve (valvola di non ritorno, per voi italofoni), hanno pensato bene di chiudere la bocca.

- La marca verso il polpottismo procede a passi sempre più spediti. Ora siamo nella fase del sindacalismo rivoluzionario. Orbene, nel contratto ci sono i voli pagati. Vacanze di Natale: dal 23 al 28. Il che vuol dire che 22 (e 29, ma transeat) si lavora. Ma che senso ha, quando c'è un comodo volo il 21? Faccio weekend, poi lavoro un giorno e poi parto? E poi il 22 iniziano le prove per la Messa di Natale, debbo compiere i necessari atti di nonnismo nei confronti dei chierichetti più giovani, non posso arrivare bel bello il 24, solo alle prove generali! Sto cercando di trovare altri europei per condurre la battaglia! Lotta dura senza paura!

- Oggi sono stato per la prima volta in vita mia, anche se per poche ore, su una piattaforma. Goldrake ha pensato bene di allietarmi la giornata con un: "La prima volta? E sapere che la tua fidanzata non mi sembra tanto prosperosa". Ora, sommando il contenuto della battuta, il fatto di usare fidanzata anziché morosa "and this rub salt into the wound" avrei voluto buttarlo giù dall'elicottero.

Goldrake, con cui peraltro vivo in simbiosi, dentro e fuori dal lavoro, e che, per giunta, ha familiarizzato con la morosa nella festa di benvenuto di venerdì (non vi dico i triboli per trovare una bottiglia di Moscato). Anzi, a giudicare da una foto, gli è anche scappata un attimo la frizione. Ovviamente, nell'eventualità, mi riserverei di ammazzarli qui, dove ho un diritto familiare all'avanguardia che mi tutela. No, non dovete fare quella faccia lì, farvi rubare (e vedete che signore, con tutti i termini che c'erano ho usato rubare) la morosa da Goldrake è uno smacco che si lava solo col sangue. Macellazione halal, per la precisione.

Direi che per oggi basta, un altro giorno vi racconterò dei magnifici modi per passare il tempo libero usati dai giovinotti locali (gli omanotti, anche questa è marchiata GR), roba da far sembrare Crotone o Aosta una via di mezzo tra Las Vegas e Disneyland.

giovedì 26 gennaio 2012

Lunedì, 28 novembre 2011 - Giustificare l'assenza

Premetto due cose: la prima è che, come ho già scritto, adoro il mio lavoro e pagherei per farlo, la seconda è che ho l'enorme fortuna di poter portare il lavoro a casa, nel senso che tutte le menate burocratiche (e sono tante, credetemi), posso farle tra le quattro mura domestiche, mentre cucino, gioco con la mia cagnona, faccio una navigata sui miei siti preferiti. Detto queste le ultime cinque settimane sono state l'inferno sulla terra e oggi è stato il primo giorno con una mezza giornata libera.

A questo punto sorge spontanea la domanda: ma perchè le menate burocratiche devi sbrigartele tu e non la segretaria (che, unica collega, ci legge, quindi andateci piano, ahahahah)? Perchè ai piani alti hanno deciso di STRAVOLGERE l'orario di apertura dell'esposizione. Il mio precedente datore di lavoro, per motivi personali (voglia di stare con la pupa nel weekend), aveva imposto come orario (dell'esposizione, noi non abbiamo orario): dal lunedì al venerdì 9-12 e 15-20, preferendo perdere qualche denaro (non molti, la nostra fetta di mercato segue altre logiche rispetto a quelle della GDO) per stare con la famiglia. Anche con la nuova proprietà la tradizione era continuata, senonchè settimana scorsa mi chiamano in direzione e mi comunicano che

"..."
"..."
"Il nuovo orario sarà il medesimo ma esteso sui sette giorni. Darne comunicazioni agli interessati e organizzare i turni."
"Gli interessati sarebbero due: X (La Svety) e Y (Lamine), quindi dobbiamo assum..."
"Assumere???"
"Si fanno girare quelli che ci sono, altro che assumere" con tono che non è che non ammetteva replice ma nemmeno inarcate di sopracciglia.
Indomito: "Sì, ma..."
"Appena il nuovo orario andrà a regime, vedremo come riconoscerle il tutto a livello economico" (tradotto: "Quello che manca lo fai tu, (cretino)")

Grazie all'enorme disponibilità di tutti, marxista escluso per questioni di contratto, siamo riusciti, gestendo gli straordinari, a produrre una tabella di marcia, che speriamo di rispettare.

Siccome qualcuno me l'ha chiesto in PVT, specifico che siamo in sette

La Svety e Lamine in esposizione. La prima a segretariare, il secondo tuttofare tra magazzino, manutenzione del verde, pulizie, banca, posta e che più ne ha, più ne metta.
Antonio (un grande!) e George Best lavorano nei cantieri e, nei periodi di magra per l'edilizia (come questo), negli impianti industriali.
Baldo (a cui vogliamo bene anche se rumeno) nei piccoli interventi domestici.
E part-time, il marxista (quello però l'abbiamo assunto...lasciamo perdere, che altrimenti mi girano i maroni) a costuire camini e ad installare stufe.
E il sottoscritto, jolly. Col nuovo orario sempre di più, costretto (e questa è una costrizione vera, perchè è un lavoro che odio) a fare pure la segretaria (in autoreggenti e pornocchialetti).

Fatte tutte queste premesse noiose ma necessarie, per chiarire la mia assenza e per rispondere ai PM pubblicamente in modo da farlo una volta per tutte, passiamo alla ciccia. Di episodi ce ne sarebbero mille, inizio col raccontarne tre, gli altri nelle prossime puntate.

1) Ieri mattina, esposizione, moglie sottomessa con marito borioso, ma di quelli da film, alla Dogui.

Settore camini e stufe (mancava)

"Serve un aiuto?" (pensate voi a come sto messo, da artigiano a commessa della domenica)
Lui: "Stavamo solo guardando"
Lei: "Io però una domanda voleva farla"
"Dica"
Lei: "Volevo sapere cosa sarebbero esattamente i pellet"
"Segatura pressata in cilindretti"
Tutte questo a volume classico da domenica mattina. Toni morbidi, sorrisi larghi e comprensivi, decibel poco sopra lo zero. Ad un certo il boato...
Lui: "Ma cazzo, te l'ho detto già cento volte: quando non servono più fanno a pezzi i bancali e ci fanno 'sta roba"
Una volta riacquistata la funzionalità dell'orecchio: "No, quelli si chiamano pallet"
Lui come se avesse preso un cartone in mezzo al grugno
Lei: "Bene, continuiamo a guardare in giro"

Tempozero hanno preso la porta.

2) Qualche giorno fa

Ore 19.30, ultimo intervento della giornata

Finisco l'installazione di una porta doccia, che non è esattamente un'operazione leggera, ricevuta, pagamento, quando arriva la maledetta: "Senta, avrei una cosa da farle vedere"

Nervi a fior di pelle, maroni a fior di pavimento, fame da campo profughi

"Cooosa?" con musta da Jack Nicholson in Shining
Mi conduce in cucina o meglio quello che lei definiva cucina, in realtà una caverna.
"Vede, si forma la muffa sulle pareti, c'è un odore che si fa fatica a starci dentro, a volte mi marcisce persino il cibo se lo chiudo male e lo lascio lì per qualche giorno, i toast, per esempio"
"Ellammaddonna" guardo fuori dalla finestra, buio pesto: "Scusi ma fuori da qui che c'è? Una siepe di alberi?"
"No, no, proprio un bosco!!!"
"Eh, signora, sfido io che ci sia 'sta umidità. A lei i funghi non conviene andare a comprarli, le crescono direttamente in frigorifero"
Ride
"Mi consiglia un muratore?"
"Ma no, per far che? Basta un deumidificatore, anche di quelli portatili"
Si fa seria
"Lei lo fa per guadagnarci, guardi vè" con gesto della mano come a volermi dare delle sculacciate
Lo stomaco inizia a ruggire: "Quindi?"
"Quindi niente, era solo per chiederle se mi conveniva chiamarle un muratore"
"Sì, così poi le consiglia lui cosa fare. Per me le dice di rivolgersi ad un idraulico"
"Ok, ok, allora la saluto, alla prossima"

AAA cercasi maroni, anche usati

3) Il marxista non si scompone. Provo a caricargli delle molle ma questo non è il classico fattone moderno, questo è un comunista vecchio stampo, coi capelli corti e gli occhiali con montatura in osso. Neanche la caduta del governo Banana l'ha scomposto, mi ha detto che "Abbiamo cambiato un delinquente solo con un governo di banchieri e quindi, per loro natura, delinquenti." E' grande analisi politica!
Non demordo, continuo a caricare più molle di un orologiaio ma la sua chiusura, oserei quasi dire la sua "ritirata strategica", mi fa temere per la mia incolumità. Già mi vedo classificato come i conoscenti di Moretti in "Bianca". Il mio fascisolo recherà impressa la scritta "Nemico del popolo e della rivoluzione".