Siccome "ne so" (Harley cit.) e lavoro nonostante debba essere a casa mi rifaccio, per qualche minuto, sul padronato delle otto ore di sole che oggi mi sta rubando.
1. Quale odore ti ricorda l'infanzia
Casa dei nonni. Quell'odore di caldo artificiale mescolato al vuoto di una casa senza ormai più vita che solo le case dei vecchi hanno.
2. Se dovessi descriverti attraverso un quadro, quale opera sceglieresti e perché?
Più che un quadro, prefirei una fotografia. "Pranzo in cima al grattacielo" di Charles Clyde Ebbets. Sempre in bilico, sempre sul filo, coll'unica sicurezza delle proprie capacità e colla forza che mi danno i miei compagni di vita.
3. Sole o pioggia
Sole, ma di "filosofico" non c'è niente. Qui quando piove si gira in canoa, quindi tutta la vita sole. Magari senza caldo umido, ecco. Il tempo per far della filosofia o giocare al piccolo metereopatico ce l'avrò al ritorno in Europa.
4. Una persona che ti sprona o ti ha spronato ad essere un essere umano migliore?
Nessuno. O almeno...se qualcuno l'ha fatto, non me ne sono accorto. Quindi magari tutti quelli che mi sono stati vicini sempre e comunque ma sono pochi: i miei, mia moglie, la Kikka, Benita nel suo ottovolante emotivo e pochi altri qua e là. Però l'unico essere vivente che mi ha cambiato la vita dall'oggi al domani non è umano ma è quella palla di pelo, pulci e zecche che mi ha fatto imparare il senso di responsabilità assoluto nei confronti di un altro essere vivente altrimenti incapace di badare a sé stesso.
5. Il film che ti ha inquietato o segnato a vita?
Un film di merda, di un Dario Argento in fase ultracalante, che si chiama "Non ho sonno". Oh, avevo già 15 anni ma minchia che strizza. E con "Suspiria", sempre del grande Dario, ci fu un inquietamento a distanza. Tipo che mi venne fuori un anno dopo, una di quelle mattine d'inverno in cui ti svegli troppo presto. Se invece la domanda è più "seria" direi senza dubbio "Quasi amici".
6. Hai un incubo ricorrente?
Il crash di qualche parte hardware del notebook quando sono in trasferta. Non c'è un cazzo da ridere. Lo sogno almeno 3-5 volte durante ogni trasferta e ogni volta mi sveglio e lo tocco (il notebook).
7. Il posto che ti fa sentire un puntino immerso nell'infinito?
Alle falde di un monte qualsiasi. Dal Monte Orfano al Bianco.
8. Hai delle cicatrici?
Daje. Sopracciglio destro, labbro, mento, mignolo sinistro, pollice sinistro, tibia destra, caviglia destra. Però annovero anche due denti rotti (due volte), frattura composta del setto nasale, tre costole incrinate, molteplici distorsioni alle caviglie. "Tutti gli altri peccati che non ricordo o non conosco".
9. Un oggetto di cui non potresti fare a meno?
Mia moglie, ahahahah. No dai, l'MP3.
10. Il libro che ha cambiato la tua visione del mondo?
"Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini"
Tra un'ora partenza da Damietta verso Il Cairo. Il volo dal Cairo a Muscat è previsto per le 18.10. Il tragitto in corriera tra Damietta e Il Cairo dura tre ore. Partiamo ad ora di pranzo perché la nostra corriera sarà preceduta, seguita e affiancata da quattro auto con cinque contractor a bordo. Così, in simpatia. Io capisco morire violentemente ma morire dopo aver passato quaranta giorni infami no. Comunque finora non è mai morto nessuno, quindi se tutto va bene saranno solo tre-quattro-cinque ore tra buche,
controlli, terroristi, primaveristi e rompicazzo vari. E poi due maroni come due mongolfiere per aspettare l'aereo. Poi nel pomeriggio di domani avrò l'aereo che mi riporterà in Italia. A quel punto la mia agenda prevede questo
Mattina: fottuto soppalco
Pranzo: ex colleghi
Pomeriggio: palaghiaccio con ex colleghi e amici
Cena e sera: derby calcistico e poi la tentacolare Milano della domenica sera
Mattina-pranzo: fottuto soppalco
Pomeriggio: preparazione trippa e cassoeula nella cucina del bar per la Grande Notte
Sera: bbbeh...la Grande Notte
Siccome in Italia ci vado anche e soprattutto per ritornare figlio almeno per mezza giornata, spero di avere tempo per respirare almeno dal 25 in poi. Che poi vuol dire fino al 27 sera, eh...
Anche perché poi la mia verde terra al 99% la rivedrò il 19 dicembre dell'anno prossimo. Tutta questa interessantissima premessa è per dirvi che gli auguri ve li faccio ora, perché come ogni Natale, l'unico più impegnato del sottoscritto è il Bambin Gesù. Auguri a tutti, tuttini quelli che mi leggono ma in particolare, in rigorosissimo ordine alfabetico
- alla Brioche, che m'ha chiuso il blog proprio quando m'ero messo in testa di rubargli un paio di citazioni dal blog, da riutilizzare poi al club del monocolo, per suscitare l'ammirazione dei presenti.
- alla Chiara, che io ce l'avevo detto che non può piovere per sempre. E non mi stupisce la provenienza geografica dell'Uomo che fermò la pioggia. *quanta discriminazione territoriale in una sola frase* *segue Filippo che si toglie la polvere dalle spalline*
- all'Harley, Gran Donna. Però Katy dovevi lasciarmela fuori.
- alla Hostess, che mi sorveglia di lontano.
- Jakoooo, che festeggerà arrostendo cinni ma gli si vuol bene lo stesso.
- all'Orologiaio, colui che diede ad un amico lo spunto per chiedermi: "Ma con tutti i deficienti che incontri, perché non ti apri un blog come quello dell'orologiaio?" - "E chi fosse?". Tutto inizio da lì. In questi giorni starà impazzendo: solidarietà, man.
- allo Smilzo che ci ha fatto diventare un po' tutti gastroenterologi ma, checché lui ne dica, rimane sempre il mio simbolo preferito dell'Italia migliore. Quella che ogni mattina sa che dovrà camparsi la giornata, si rompe i coglioni ma non li rompe agli altri, si scoraggia, si deprime, si sconforta ma poi je dà. Sempre, ovunque, comunque. Smilzo sappi che ogni volta che mi propongono la tessera sindacale, penso a quelli come te e poi metto mano alla pistola.
(sicuro ho dimenticato qualcuno ma mi piace rischiare, ahahahahah)
Poi, per ultima, ma proprio per ultima, ma non "last, but not least". Last e bona lé: la Pulce. Io lo sapevo che quel muffin che l'anno scorso ignorai me l'avrebbe fatto scontare durante tutto l'anno ma non pensavo che fosse così perfida. Oh, non c'è una foto che non le abbia fatto vedere che non abbia meritato l'appellativo di "Bellissima". Tutte tranne quelle in cui sono immortalato. Pulcetta, lei deve capire, che seppur circondato da fimmine, io sono più donna di tutte loro messe insieme. Non può mortificare in questo modo la mia civetteria. Questa me la sono proprio legata al dito, mi s'è già necrotizzata la falangetta.
Se questo spazio nei precedenti due anni era puro divertissement, nell'ultimo anno è diventato un efficacissimo analgesico per i momenti down. E ce ne sono stati, solo il Cielo sa quanti...
Buon Natale a chi ci crede e Buona Vita a tutti gli altri. E grazie.
Grazie Pulce. Edit: quando l'ho scritto era un grazie di cuore. A metà test è diventato: un "grazie, graziella". Scherssso, Pulcetta! Però "c'è delle regole", eh!
Due
1 - Qual'è l'ultimo libro che hai letto?
2 - Visto che prima parlavo di Legolas, c'è un personaggio che vi piaceva parecchio e di cui ora vi vergognate?
3 - Primo pensiero mattutino?
4 - Ti piace il tuo lavoro?
5 - Dove vorresti vivere?
6 - Come ti immagini tra 10 anni?
7 - Com'eri 10 anni fa?
8 - Hai vinto 1.000.000 €, che fai?
9 - La domanda più idiota che ti è stata fatta?
10 - Quanto mi odi per questa iper-mega catena?
11 - Essere o non essere, questo è il problema?
1 - "L'Eskimo in Redazione. Quando le Brigate Rosse erano sedicenti"
2 - L'unica cosa di cui mi vergogno è la lettera che scrissi ad una fanciulla. Riassume in sé tutte le vergogne del mondo. In fondo c'erano pure le caselle SI - NO. Avevo 11 anni.
3 - Quello di queste mattine è irriferibile. Due settimane di lontananza dalla morosa...fate voi.
4 - Sì
5 - Ovunque, ma coi miei amici
6 - Babbo (di minchia)
7 - Appena uscito da un coma etilico e in procinto di partire per il Colorado
8 - Compro un podere e me lo ristrutturo piano piano
9 - Non direttamente a me, ma alla morosa. Amica comune le chiede: "Cos'è la fuitina?" - "Quando due si volevano sposare e la famiglie si opponevano, facevano una fuga di qualche giorno, in modo da mettere i genitori di fronte al fatto compiuto" - "Quale?". Abbiamo finito di ridere dieci minuti fa.
10 - Non ti odio, ti affetto.
11 - To be or not to be? Two beer (queer)
Tre
1 - Ho vissuto a Roma per qualche mese, sommando diverse esperienze.
2 - Il senso di pienezza che mi danno le persone, e soprattutto Ella, quando mi ascoltano e si ricordano quello che ho detto a distanza di anni. Fatto questo, mi serve poco altro per essere felice.
3 - Sono un maniaco dell'igiene personale.
4 - Odio le pareti. Fosse per me pannelli di legno ovunque.
5 - Anche diventassi la persona più ricca dell'universo continuerei a rassettare casa da solo. Nelle mie cosine, nella mia casina, le manine ce le metto solo io.
6 - Ho la memoria visiva di un pesce. Lesso.
7 - Ho la memoria uditiva di una campana. Stonata.
8 - Però mi ricordo tutto.
9 - Ritengo indegno di respirare chiunque non abbia mai visto "La Guerra degli Antò". Se per uno sventurato caso foste lacunosi in materia, vi lascio 24h da questo post per ovviare alla vostra ignoranza.
10 - Sono frocio di Massimo Bordin. La sua rassegna stampa mi procura dei micro-orgasmi cerebrali.
11 - Adoro le lenzuola bianchissime.
Quattro
Claire, Pulce, Harley, Brioche, l' Hostess, Clerks, sono qui di fianco...
Cinque
Sei
Fai la brava, non farmi pubblicare David Guetta ft. Jessie J
Citazioni, idoli, affetti, aspirazioni, manie, miti, contraddizioni di uno "stuntman per cartoni animati" (cit.)
A come Amici
Quelli del bar, quelli con cui uscivo la sera, quelli dell'Associazione. Tutti, a loro modo. Le briscole, le interminabili riunioni in piazza per decidere dove andare, il giro dei locali, le grigliate, l'occhiolino del carpentiere moldavo coi baffetti da sparviero, l'"Andiamo a casa di Filippo", l'ignoranza. Tutto.
B come BasketConnection
La vostra, la mia, la nostra community. Ne cito qualcuno così gli altri possono incazzarsi e odiarmi molto: Stiv, GaborZ, Jakoooo, Lulla, hog, Dave, rici, kenco, Cresi, Pozz, Alex, Rod, CondorZ, maistros, ste, Alcool, BW, Baldo, hifly, zuna, hard, namberZ, Walker. No, Allen no.
C come Cantucky
I mobili, il pizzo, i cimiteri del primo novembre come l'Orto Botanico, le luminarie di Natale come Las Vegas e soprattutto il basket. Ovunque. Dai campetti fuori dal Pianella alla Gazzetta che si legge dall'ultima pagina.
D come Dieta
No glutine, no lattosio, no solanacee, no carne rossa. Due pasti liberi a settimana. Carne bianca due volte ogni otto giorni. Salmone, mandorle, cicoria. Zenzero ovunque. E molto, molto altro.
E come Emma (Watson)
L'irrealizzabile amore della vita mia.
F come Fumo
Ho fumato la prima sigaretta a dodici anni. A quattordici le nascondevo nel cespuglio fuori da casa, avvolte in un quadratino di cerata per timore che, piovendo, si bagnassero. Rothmans Blu: anche da cinno avevo un certo gusto. Ho smesso e ripreso infinite volte, perché fondamentalmente mi piace. Oggi un pacchetto mi dura due settimane, a volte tre. Preferirei tagliarmi le palle che fumare l'ovale.
G come Genitori
Due persone più diverse non potevano esserci. Una è ansiosa anche per andare a pagare un bollettino in posta, l'altro se cade il mondo si sposta il giusto per non prenderlo in testa. Una mi disse che lo scooter non me l'avrebbe mai comprato, l'altro annuiva facendomi l'occhiolino. Una urla anche quando sussurra, l'altro l'ho sentito urlare due volte in via mia (ed in entrambi i casi ho riso molto). Eppure quanto vorrei che tra trent'anni il rapporto tra me e la Zorza fosse come il loro.
H come Hey Ho! Let's Go: The Anthology
Era l'estate tra terza media e prima superiore. La prima volta che andavamo a Milano da soli. Eravamo molto punk. E molto punkianamente lo rubai. Il viaggio di ritorno in metropolitana fu un mix tra l'essere ormai diventato definitivamente punk, l'ammirazione degli amici e il braccio violento della legge che sentivo incombere su di me ad ogni fermata. Sarà tutto in prescrizione ma meglio non dare coordinate, anche perché chi frequenta la capitale morale avrebbe già dovuto capire. Sì, è proprio quel Vento cantato da Renato Zero. Quello è stato il MIO CD. Le 58 canzoni e quelle 80 pagine di booklet le ho consumate come un figiciotto anni Cinquanta con "Il Capitale". H però, in questi giorni, è anche Harley: non voglio sprecare parole inutili, specialmente nei confronti di un'artista della parola, e non voglio farla più tragica di quello che già è. Prendo in prestito quelle di Angelo, che ho trovato bellissime nelle loro asciuttezza. "Se pensarti può servire, io lo farò". Sono cinque giorni che lo faccio. Un abbraccio. Se pensarti può servire, io lo farò
I come Idraulico
"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono" (Primo Levi, La chiave a stella). Un mestiere che non ho scelto, fatto più per necessità (di uscire as soon as possible da casa) che per scelta, ma che ho molto amato, che mi faceva alzare la mattina col sorriso sulle labbra, che magari un giorno tornerò a fare. Chissà...
L come Lloret de Mar
La prima vacanza all'estero da solo, ideata e organizzata da me, da noi. Sì, ero già stato a Jesolo nel 2002 e a Denver l'anno prima ma ero in Italia nel primo caso e nel secondo era stata un'idea di mammà, interamente organizzata da ESL: Lloret è stata tutta un'altra cosa. Diciotto anni e il mondo in mano. Spiego per chi non lo sapesse: Lloret è una sorta di Riviera Romagnola compressa e, nello stesso tempo, al cubo, non cinematograficamente consacrata da quel capolavoro di "Rimini, Rimini". Anzi, in realtà è molto peggio. Un mare che definire orinatoio è fargli un complimento, spiagge di raccapricciante bruttezza, di giorno un normalissimo paesino di mare, di notte un girone infernale. Diciamo che è tutto "facile": alcol, sesso, droga, risse, bravate. Tutte robe che adesso, vecchio merdo, non farei neanche se mi pagassero, ma che allora erano l'eden, inutile nascondersi dietro un dito. Vabbé, basta polpettone sociologico. Una sera punto una fanciulla: tra me, lei e l'amore che stava scoccando si frappone una montagna nederlandese, una roba tipo 1,95 per 120 chili, che non faceva da custodia solo a me ma anche alla mia eventuale replica. Io, ovviamente sobrissimo, cerco di far valere fisicamente le mie ragioni, la cosa fa molto ridere lui ma incazzare il buttafuori che, non aspettando altro, mi scaraventa fuori dalla disco, alla camallo del porto coi sacchi di farina. I miei amici non avendo visto la scena, e non vedendomi più, vengono a cercarmi. Sono fuori dalla porta della disco e voglio aspettare il bestio per dargli una lezione. Vabbé, alcuni vanno a casa, altri cambiano discoteca e mi lasciano lì solo con uno, a farmi da balia (questo per farvi capire quanto ero sobrio). Ad un certo punto la montagna esce, io punto il dito: "E' lui" e parto. L'amico mi prende per il colletto della polo, tipo gancio per caricare i container sulle navi. "E' lui quale, quello?" - "Sì". Mi prende sottobraccio tipo Corriere della Sera: "Tu sei completamente scemo, ma scemo. Scemo. Scemo forte" e mi porta in hotel. Così, come il Corsera alla domenica mattina.
M come Mattei, Montanelli, Mullah Omar
Tre uomini che più diversi non si può, che conoscendosi si sono detestati o si sarebbero detestati. Tre uomini che hanno fatto molto e sbagliato altrettanto. Ma tre Uomini, che hanno sempre combattuto in prima linea, per un ideale, giusto o sbagliato che fosse, e che l'hanno fatto disinteressatamente, rimettendoci tanto, non rinnegando nulla. Tre Uomini e basta.
N come Numero 16670
"Lei non ha capito nulla della vita, l'odio non serve a niente. Solo l'amore crea!" (Padre Maximiliano Kolbe) Non la condivido totalmente, ma visto il contesto e le decisioni assunte in precedenza, la trovo forse una delle migliori frasi mai pronunciate da bocca umana.
O come Ormoni
Qui la visita medica aziendale è molto accurata, non è una formalità come in Italia. E' una sorta di benefit. Alla fine c'è un consulto col medico. "Lei ha gli ormoni di un sedicenne". Ho abbozzato ma volevo abbracciarlo forte e dirgli "Amico miooo, l'avevo capito da mo".
P come Pirati
"Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare" (Samuel Bellamy)
Q come Quadrupede
Ha anche imparato a nuotare...
R come Radio
La TV non la guardo quasi per nulla. Anzi, facciamo prima a dire che, partite escluse, non la guardo per nulla. Se non per qualche talent visto in condizioni precarie, ma ormai son tutti finiti. La radio invece la adoro. In Italia l'ascoltavo quindici ore al giorno. Dalle 6 alle 21. Qui ad un certo punto mi mancava talmente tanto che mi son deciso a comprarmi lo smartphone. Ascolto tutto e dio solo sa quanto mi piacerebbe farla.
S come Sultanato
La mia nuova casa. Uno Stato con una sua anima e non un parco giochi come gli EAU e una sua corrente religiosa, all'interno della galassia islamica (non sono né sunniti, né sciiti, ma ibaditi), molto liberal rispetto alle altre due correnti. Mare, caldo, lavoro che mi piace. Mi sto facendo anche un bel giro di bellaggente. In generale, per ora, si sta bene.
T come Teseo Tesei
"Non si preoccupi comandante, a costo di spolettare a zero, alle 4.30 l’ostruzione salterà!". Perché gli eroi delle guerre perse non sono meno eroi degli eroi delle guerre vinte.
U come United Kingdom
Io ho pochissimi pregiudizi. Direi quasi nessuno, se si esclude quelli che ho nei confronti dei rappresentanti della bandiera con la ruota raggiata, ma quelli sono post-giudizi. Uno di questi, pur all'acqua di rose, era sui sudditi di Sua Maestà. Senza di loro, quaggiù, in questo "scatolone di sabbia", sentirei molto più la mancanza di tutto. A prescindere da qualunque sia il loro livello d'istruzione, il numero di primavere, la provenienza geografica sono fondamentalmente dei cinni di tre anni, capaci di entusiasmarsi e di deprimersi con irrisoria frequenza. E io li adoro, ogni giorno di più. E poi ho sempre ammirato chi alla sera striscia verso casa, va a letto vestito, magari si alza pure di notte per stracciare però allo scoccare dell'inizio del turno di lavoro e lì: giacca, camicia, cravatte, ventiquattrore e Blackberry. Henry Chinaski lifestyle.
V come Vinsanto
Sei bottiglie trafugate dalla sagrestia. Cinque compari. La prima sbronza della mia vita. D'altra parte era solo la Notte di Natale. Nonostante il prete fosse un amico di famiglia fummo comunque sospesi per un anno, quindi per sempre dato che ne avevamo tredici, dal chierichettamento, saltando tutta la trafila di cerimonie di congedo che ci sarebbero state da dicembre a giugno, che allora erano la "lussuria proprio". Sei anni di messe servite alle 7.30 della domenica, di attacchi di panico perché le boccettine del vino e dell'acqua non si ribaltassero, di ricordarsi al sabato notte che tua mamma non ti aveva ancora lavato la cotta, puff. Buttati nel cesso. Senza quell'amicizia probabilmente avrebbero riaperto i Tribunales e riesumato Nicolas Eymerich.
Z come Zorza
Sempre, ovunque e comunque. My first, my last, my everything. Ella.
A ripensarci potrei fare un altro alfabeto: da Musica a Calcio, da Bukowski a Religione, da Ultras a Punk, da Ibrahimovic a Fitch.
Regola n. 1: i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore.
Fatto.
Regola n. 2: i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione.
Non c'è problema. Esclusi questi sette, ho insulti per tutti.
Regola n. 3: i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto. I vincitori possono a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non arrogarsi la paternità del banner: quella va riconosciuta a Hell di Book and Negative. L’assegnazione del premio deve rispettare le 3 semplici regole sopra esposte. Hell di Book and Negative non so chi sia ma lo abbraccio fortissimo. 1) Claire. Ho finito gli aggettivi, le descrizioni, tutto. 2) Harley. Perché scrive come solo in Paradiso, perché la vita gli ha già tirato abbastanza palline ma lei le ha ributtate tutte aldilà della rete, perché c'ha due ovaie così, perché mi aiuta a guardare le cose da un altro punto di vista, perché accade spesso che dopo aver letto un suo post mi fermi qualche minuto a pensare. 3) Brioche. La conosco da poco, ma la ragazza ha talento, sa ridere e sapete come la penso su chi ride. 4) Clerks. Il motivo per cui ho iniziato a bloggare. 5) Lo Smilzo. Tanto prima o poi torna, lo sappiamo tutti. 6) L'Hostess. Adesso scrive molto meno, ma ricordo con nostalgia i tempi in cui portò del nastro adesivo ad Emanuele Filiberto. D'altra parte aveva chiesto uno scotch... 7) Ah sì, come si chiamava? Pulce? Ah sì, la Pulce. Uhm...non saprei proprio, diciamo perché mi ha fatto scegliere gli elastici. Ahahahah, scherssso Pulcetta. Quella che, almeno per la vita che facevo in Italia, mi assomiglia(va) di più. La vita di provincia, troppo spesso bistrattata (e no che non siamo tutti Pietro Maso o Rosa&Olindo), con i suoi aspetti raccapriccianti (raccapriccio è Harley™) e meravigliosi. Infatti è difficile che scriva esperienze o descriva emozioni che mi sono sconosciute. Mi ritrovo nelle sue parole, mi attenua la lontananza e mi fa stare bene. Sembra poco, ma è moltissimo. Dovrei aver fatto tutto. Adesso siccome dovrei essermi accaparrato un tot di fortuna, sentirò bussare Emmina, che, sulle note dei The Calling d'annata, mi dirà "Phil, run away with my heart, run away with my hope, run away with my love. Run away with me". E io le risponderò: "No, Emma, mi dispiace...sotto sotto, sono un brav fio'"