Bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore
venerdì 18 aprile 2014
Numeri arabi e bestemmie ecumeniche
Sono a lavoro ed è venerdì e questo non va bene. Mi serve un fascicolo dell'unico archivio cartaceo dell'impianto. Mi serve il fascicolo di mercoledì 16 aprile. Chiedo al fattorino, l'unico che può entrare nell'archivio cartaceo, di portarmelo. Lo sfoglio, non riesco a comprendere perché alcuni numeri non tornino, guardo la data: 9 aprile. Lo richiamo. "Faisal, ti sei sbagliato, mi serve quello di mercoledì questo, 16 aprile". Ritorna. Lo sfoglio, non riesco a comprendere perché alcuni numeri non tornino, guardo la data: 15 aprile. Adesso mi sto vergognando io per lui e non so come dirgli che s'è sbagliato ancora. Giuro, roba che nel report sparerò dei numeri a spanne. Quanto sono fatto male? Perché mi hanno montato al contrario? Perché non riesco a incazzarmi anch'io come gli altri su 'ste cose? Ma soprattutto: ma !)()/&)£(&&=(==(=)=/!, ma !/&£()&=?(?)?!/=, ma li trovo TUTTI io? Oh, non me ne manca uno alla collezione, eh. /(&/$&$(/&()&))&=, i numeri si chiamano ARABI perché li avete inventati voi, su ogni fascicolo in alto a destra c'è scritto grande così a che cazzo di giorno si riferiscono e tu riesci a scagliarmene due su due. Bestemmiare di Venerdì Santo non si può, vero? Viro sulla Madonna e i santi? Punto "in direzione ostinata e contraria" Allah? Aiutatemi, vi prego. Mi sento morire. E domani arrivano pure i miei. E alle prossime ferie mancano tre mesi e mezzo.
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Ubicazione:
Regione al-Sharqiyya, Oman
giovedì 27 marzo 2014
Si paaaaaaarte!
Tra cinque ore, finalmente, faccio come Baglioni e me ne vado due settimane in USA. Tre giorni a NY poi si va in auto verso Dallas. Volo interno per Chicago, tre giorni nella Windy City e ritorno nel Sultanato. In mezzo tanto basket, l'incommensurabile gioia di fare un (altro) viaggio coi miei amicici, forse una carrambata con Ashley nella città dell'omonima serie televisiva.
P.S.
Ashley per chi non lo sapesse è la figlia della famiglia che mi ospitò a Denver quando Donna Elena decise che DOVEVO imparare l'inglese. Avevamo 17 anni e gli ormoni a cui si poteva appoggiare una bicicletta (di ghisa). Il resto lo potete intuire. Lei vive ancora a Denver e sta valutando di farsi più di 800 miglia, 1300 km al cambio, solo per rivedermi. Che je facevo io alle donne? Niente, appunto. Vedete, cari uomini...non disperate di un iniziale due, ma che dico due? una napola, di picche. Insistere, insistere, insistere. Fino a perdere la dignità. Accusation stalking's the limit. Il karma dice che avrete (forse) la vostra rivincita undici anni dopo. Non è una prospettiva allettante? Con vostra moglie di fianco pronta a sviduzzarvi dietro le orecchie al minimo ammiccamento. Già so che le mie parole suoneranno vuote nella vostre menti sorde e grigie, del resto cosa volete saperne della vita voi che continuate a battere forte sul tasto del rispetto di sé stessi e di tutte queste belle robine da uomini dell'Ottocento. Anzi, dell'800...voi e Carlo Magno.
P.P.S.
Ovviamente al ritorno aspettatevi un post di smaronamento, in cui mi mancherà tutto, predirrò il mio suicidio di lì a tre giorni, eccetera eccetera. Ciclotimia non una moda ma uno stile di vita!
venerdì 14 marzo 2014
Daje
Siccome "ne so" (Harley cit.) e lavoro nonostante debba essere a casa mi rifaccio, per qualche minuto, sul padronato delle otto ore di sole che oggi mi sta rubando.
1. Quale odore ti ricorda l'infanzia
Casa dei nonni. Quell'odore di caldo artificiale mescolato al vuoto di una casa senza ormai più vita che solo le case dei vecchi hanno.
2. Se dovessi descriverti attraverso un quadro, quale opera sceglieresti e perché?
Più che un quadro, prefirei una fotografia. "Pranzo in cima al grattacielo" di Charles Clyde Ebbets. Sempre in bilico, sempre sul filo, coll'unica sicurezza delle proprie capacità e colla forza che mi danno i miei compagni di vita.
3. Sole o pioggia
Sole, ma di "filosofico" non c'è niente. Qui quando piove si gira in canoa, quindi tutta la vita sole. Magari senza caldo umido, ecco. Il tempo per far della filosofia o giocare al piccolo metereopatico ce l'avrò al ritorno in Europa.
4. Una persona che ti sprona o ti ha spronato ad essere un essere umano migliore?
Nessuno. O almeno...se qualcuno l'ha fatto, non me ne sono accorto. Quindi magari tutti quelli che mi sono stati vicini sempre e comunque ma sono pochi: i miei, mia moglie, la Kikka, Benita nel suo ottovolante emotivo e pochi altri qua e là. Però l'unico essere vivente che mi ha cambiato la vita dall'oggi al domani non è umano ma è quella palla di pelo, pulci e zecche che mi ha fatto imparare il senso di responsabilità assoluto nei confronti di un altro essere vivente altrimenti incapace di badare a sé stesso.
5. Il film che ti ha inquietato o segnato a vita?
Un film di merda, di un Dario Argento in fase ultracalante, che si chiama "Non ho sonno". Oh, avevo già 15 anni ma minchia che strizza. E con "Suspiria", sempre del grande Dario, ci fu un inquietamento a distanza. Tipo che mi venne fuori un anno dopo, una di quelle mattine d'inverno in cui ti svegli troppo presto. Se invece la domanda è più "seria" direi senza dubbio "Quasi amici".
6. Hai un incubo ricorrente?
Il crash di qualche parte hardware del notebook quando sono in trasferta. Non c'è un cazzo da ridere. Lo sogno almeno 3-5 volte durante ogni trasferta e ogni volta mi sveglio e lo tocco (il notebook).
7. Il posto che ti fa sentire un puntino immerso nell'infinito?
Alle falde di un monte qualsiasi. Dal Monte Orfano al Bianco.
8. Hai delle cicatrici?
Daje. Sopracciglio destro, labbro, mento, mignolo sinistro, pollice sinistro, tibia destra, caviglia destra. Però annovero anche due denti rotti (due volte), frattura composta del setto nasale, tre costole incrinate, molteplici distorsioni alle caviglie. "Tutti gli altri peccati che non ricordo o non conosco".
9. Un oggetto di cui non potresti fare a meno?
Mia moglie, ahahahah. No dai, l'MP3.
10. Il libro che ha cambiato la tua visione del mondo?
"Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini"
Ubicazione:
Regione al-Sharqiyya, Oman
lunedì 10 marzo 2014
Inconsapevole
E alla fine, dopo un mese di affiancamento, ha superato il test. Lui è assunto a tempo indeterminato e io mi piglio il guiderdone. Ieri ero un po' in ansia, sempre per quanto lo possa essere io, anche perché gli ultimi due me li avevano stroncati. E invece quest'essere che a guardarlo in faccia ti chiedi come abbia potuto oltrepassare la soglia dei vent'anni senza finire in una striscia di Bunny Suicides (nel suo caso: Unconscious Bunny Suicide) l'ha superato.
Ieri poco prima di entrare in sala macchine, mentre gli ripetevo quello che doveva fare ("Se...allora...altrimenti" - "Ti spiego un trucchetto per verificare subito quando..." - "Se s'accende la spia rossa ed è impostato sulle cinghie, basta che tu..."), mi guardava con quegli occhi acquosi che ormai ho imparato a riconoscere, perché lui guarda te ma vede oltre. Molto oltre, troppo oltre, talmente oltre che m'ha chiesto:
"Io capisco Miss Mondo, ma Miss Universo che senso ha? Non ne sappiamo troppo poco dell'universo per spingerci in queste considerazioni?"
"..."
"Con tutto il rispetto, eh. Ho capito che mi stai dicendo delle cose molto importanti. Veramente, eh!"
"..."
"No, dico..."
"Mattia, diodundio, tra dieci minuti decideranno se sistemarti per la vita e tu pensi a queste cazzate?"
"Hai ragione, scusa"
Ma mi sa che aveva ragione lui.
Ubicazione:
Regione al-Sharqiyya, Oman
venerdì 21 febbraio 2014
Quadernetto
Con molta calma, dopo il doppio trasloco nell'ultimo anno e mezzo, sto aprendo i classici scatoloni che non contengono nulla di utile o di pratico ma molti ricordi. Star qui ad elencare tutto quello che ho trovato avrebbe poco senso ma siccome questo spazio nacque come un blog cazzaro, salvo poi divenire col tempo un contenitore a 360° della mia vita, ogni tanto è utile rinfrescare la tradizione.
Alle elementari le mie maestre in fregola da coscienza critica de sinistra c'impedivano di tenere i diari simbolo dell'orrendo consumismo capitalista che travia le giovini menti che avrebbero dovuto in alto portare le magnifiche sorti e progressive del sol dell'avvenire. Quadernetto e via andare: proprio uno di questi, un quadernetto della terza elementare, ho ritrovato tra i compiti, le note, le giustificazioni, gli esoneri e le comunicazioni scuola-famiglia...anche le comunicazioni famiglia-scuola. Anzi, mammà-scuola.
La top three
3) Qualora Filippo dovesse avere malori nelle prime due ore della mattinata non mi telefoni nemmeno. La grave malattia è riconducibile unicamente al fatto che dopo quindici giorni di vacanze si è ricordato stamattina alle 7.30 che aveva altre dieci pagine di matematica da fare.
Premessa come mi pare di ricordare: gita in un museo che non si sapeva se si doveva pagare a prezzo intero o meno (c'era una menata colla corriera, non ricordo bene). Le maestre ci dissero di portare i denari necessari: un pezzo da 10 e uno da 5.
2) La prego di scrivere qua sotto se la gita è stata pagata a prezzo pieno o "scontato". Perché nel secondo caso Filippo mi direbbe che è stata scelta la prima ipotesi e i cinquemila lire se li terrebbe lui.
1) Filippo mi ha riferito del sequestro del walkman da parte sua. Appoggio completamente il suo operato nonché il suo impegno di restituirglielo solo alla fine dell'anno scolastico. Domattina, ne sono certa, le assicurerà di iniziare a comportarsi bene e a svolgere con puntualità e cura i compiti in cambio della riconsegna dell'aggeggio. Non creda ad una sola delle sue tipiche promesse da marinaio.
P.S.
Donna Elena comunque preferiva il verbo allo scritto. E dava il meglio nei primi anni dei cicli scolastici. Il primo giorno di asilo irruppe sul pulmino, torcia in alto e lama in mano, e così, senza ragione apparente se non una grande lungimiranza, intimò a tutti i cinnazzi già stressati dalla prima volta lontano da mammà di non chiamarmi mai Pippo. E in 27 anni, quasi 28, non ce n'è uno che si sia mai azzardato.
Il secondo, beh, fu quando sabato 24 aprile 1993 la maestra ci fece imparare "Bella ciao". Behhh, amici miei, era sabato, al pomeriggio andavo in oratorio, la domenica picnic al lago per la prima volta quell'anno. Ero felice, no? Venni a casa canticchiandola. "Chi te l'ha insegnata?" - "La maestra". Tra le 8 e le 8.15 di lunedì 26 aprile la Maestra Beatrice passò un bruttissimo quarto d'ora.
venerdì 14 febbraio 2014
Per sempre
Sono un chiacchierone ma se c'è una parola che faccio fatica ad utilizzare è "per sempre", anche con le persone che mi sono più care. Marco, sono passati gli anni, è cambiata la mia vita, passeranno gli anni, cambierà la mia vita ma ho una certezza: tu sarai PER SEMPRE con me. Non sai, o forse lo sai benissimo, quanto ti sento vicino. Quante volte le tue fragilità sono state le mie. Ogni volta che faccio fatica, in qualunque ambito, ti penso. E poi molto spesso piango, di nascosto. Sorridi, e il mondo sorriderà con te. Piangi, e piangerai da solo. L'ultima volta due settimane fa. "Filippo, stai piangendo?" - "No, è la sabbia tra l'occhio e la palpebra". Già, la sabbia.
Ti voglio bene, per sempre.
lunedì 10 febbraio 2014
Io non dimentico
Istria, Fiume e Dalmazia
Né Slovenia, né Croazia
Terra rossa, terra istriana
Terra mia, terra italiana!
Istria, Fiume e Dalmazia
Né Slovenia, né Croazia
Terra dalmata e giuliana
Terra mia, terra italiana!
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