Ingegnere italiano mi presenta il caposquadra nigeriano del mio turno.
"He's Filippo, but you can call him Phil"
Piacere
"He's Adeola"
Io nel frattempo mi sto guardando in giro coll'espressione del condannato a morte.
"But you can call him Ade"
Ritorno in me e mi rivolgo all'ingegnere in italico idioma: "Ade? Ma che nome è? Il nome completo quale sarebbe? Adenoidi?"
Le facce di Jimmy il Fenomeno quando faceva le facce brutte.
Live and die, ma soprattutto die, in Wafa.
P.S.
Questo comunque è solo un pallido sequel di un grande classico dell'italiano all'estero. Funziona, provate.
X1: "Filippo, I think you remind me of somebody, but I don't really know who that is"
X2: "Maybe... Jim Carrey?"
X1: "No, is someone else...?...?...?"
Filippo, sottovoce: "'stocazzo"
X2: "Stucazzo?"
Filippo, dopo qualche secondo: "...yeah, 'stocazzo, it's an italian singer"
X1: "Uh, it's?"
Filippo: "He's, he's, excuse me" - risatina forzata ma convincente
Bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore
mercoledì 8 gennaio 2014
In formissima
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Ubicazione:
Municipalità di Nalut, Libia
lunedì 6 gennaio 2014
Felicità
In settimana, ma tipo che può essere, anzi probabilmente sarà, tra due giorni, parto per la Libia. E se le altre volte giocavo a fare il cretino, stavolta son veramente smaronato e la "sicurezza" è l'ultimo problema. Anzi, sono in quello stato che non me ne frega veramente un cazzo.
Che due coglioni, che due stramaledetti coglioni.
Ieri sera ero così felice...ma una roba che autostima di Sgarbi levati. Sono andato su Faccialibro coll'account della Zorza e ho visto la fine che ha fatto gente che non sento da anni. C'è chi non fa altro che pubblicare foto della sua cucina nuova (uomini, eh. Potevamo vincere la guerra?), c'è chi è diventato grillino e pubblica discorsi di Paola Taverna (amici miei, PAO-LA-TA-VER-NA), c'è chi linka offerte di supermercati. Ed erano tutti dei fighi pazzeschi ai tempi, eh. Poi c'era LEI, la regina dei miei sogni, la donna perfetta, la fanciulla a cui ho dedicato la gran parte delle seghe mentali della mia adolescenza (sìsì, ci ho perso anche delle diottrie, se è quello che volete sapere): parecchio imbruttita, sposata con un bruttone, con cui ha pure figliato una roba che si fa fatica a capire dove finisca il primate e dove inizi il neonato. Che fine terribile. E sapere che ridevi così tanto quando imitavo Kabir Bedi all'Isola dei Famosi che non riusciva ad infilarsi l'auricolare "Ciao SAmona, non tA sento tanto Bbene", con quella tua dentatura perfetta, con quel tuo taglio degli occhi molto orientale, con quei tuoi capelli che così corvini solo Pocahontas. Anzi, vorrei citare un grande poeta del nostro tempo: "Lo sapevo che ero ampiamente al di sotto dei tuoi standard (di allora, ndF) ma quando vedevo nei tuoi occhi quell'empatica sintonia, mi sentivo una sorta di invincibilità mistica che per uno come me, che faceva fatica pure a pisciare da in piedi, era irresistibile". Come hai potuto ridurti così? Forse la trasferta in Libia è solo un grande cerchio che si chiude, forse è tempo di morire.
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domenica 5 gennaio 2014
In terza persona come i matti
Ieri sera, ore 22, festa tra expat
Ore 21.45
Filippo, già pronto da un'ora, ventila alla sua amata che sarebbe il caso di iniziare a prendere in considerazione l'ipotesi di addobbarsi.
Con un grugnito Ella si alza dal divano. Filippo sa già quello che accadrà. Tutti gli uomini conviventi sanno già cosa accadrà. E infatti...
"Uffi, non so cosa mettermi, non c'ho niente"
Filippo bestemmia fortissimo ma senza emettere un sibilo.
Si continuano ad udire lamentele dalla camera. 'na roba che Boldrini levati.
Filippo prende la Trudi e fingendo di carezzarla le trasmette tutta l'energia potenziale che il suo corpo sta generando.
Dopo MEZZORA, quindi a festa abbondantemente iniziata, torna in soggiorno.
"Come ti sembro?"
(Il Maestro Matteo Curti avrebbe risposto "Sei dimagrita, e hai delle scarpe meravigliose")
"Bella come una rivoluzione"
"Ehiiiiiii"
"Una reazione, scusa" e relativo gesto della mano
"Bravo, andiamo"
giovedì 2 gennaio 2014
Buon anno, gente!
Premessa: questo post viene scritto col permesso della controparte, altrimenti il divorzio lampo sarebbe stata una tragica certezza.
Il tutto è iniziato al mattino. Prima lezione del corso di tedesco visto che prima o poi (si spera entro l'anno, si ha la certezza entro settembre 2015) leveremo le tende e ce ne torneremo in Europa. Vienna o Baviera le destinazioni. Per cui quella lingua (di merda, diciamocelo) va imparata. Dopo fitto conciliabolo faccio valere il mio ruolo di maschio alfa (c'è sempre una prima volta) e la convinco a prendere posto all'ultimo banco sul lato opposto a quello della cattedra. A livello geografico, la posizione più distante possibile dalla professoressa. Il Paradiso.
Fatto questo primo importante passo, non si può che proseguire nel nostro iter, quindi, ammettiamolo candidamente, rompiamo il cazzo per tutte le due ore di lezione, al punto che mi chiedo cos'abbia trattenuto la prof o gli altri dal dirci cos'eravamo andati a fare, dato che il corso non viene via esattamente a due croste. Ma siamo simpatici, ammettiamo candidamente anche questo, e quindi sia la prof che gli altri non possono fare a meno di ridere alle nostre gag (peraltro tutte in inglese...se capissero anche l'italiano ci giravano direttamente lo stipendio sul c/c). A metà lezione, pausetta di cinque minuti che la prof ci suggerisce di sfruttare scrivendo i nostri nomi sui classici "cartellini" da mettere sul banco. Io: "Fai tu, dai, che c'hai una bella calligrafia". Lei parte bella decisa, fa una scritta lunga mezzo metro, che mi chiedo cosa stia arabeggiando (battuta di Carlo Sassi). Viene fuori un Giorgia con la celtica al posto della O, un Filippo dove la O lascia chiaramente spazio anch'essa alla cetlica e, per sovvramercato, le due P diventano due bei fasci littori. Completa l'opera un cuore uncinato in mezzo.
"Giò, macchemminchia fai?" - "Non capisci un cazzo, è tedesca, facciamo colpo". Già lì avrei dovuto capire che se la giornata iniziava così, non poteva che finire in splendida progressione. Comunque il foglio viene ovviamente capovolto e i nomi scritti secondo la consuetudine. Se alla crucca viene la tentazione di girarli, se salutamo bbbelli. Finisce la lezione, stiamo uscendo dall'aula, la prof ci ferma e, ridendo, ci fa: "Oh, se continuate così alla prossima vi separo" - "Nooooooo, con quello che costa" (indovinate chi l'ha detto tra noi due...). Ci guarda le mani. Ed è amore, l'abbiamo conquistata. Fatte salvo le rotture di cazzo dei colleghi di corso, potremo trasformarlo in una piazza d'armi. Poi in Crucconia ci capiremo a gesti ma sticazzi.
Vabbé, giornata di lavoro e s'arriva a sera. Cena di 19 persone tra miei e suoi colleghi. Tutta gente gggiusta. La conosco da sette anni, alcune volte l'ho visto allegrotta ma ubriaca cotta dura mai. Fino all'altra sera. Io vedevo che il gomito girava che era una meraviglia però oh, eh. Arriva il 2014, brindisi e 10 secondi dopo il brindisi parte il "Late Show with Giorgia G" in cui l'italiano viene abbandonato per lasciar posto al romanesco dell'Esquilino.
"Mastigrancazzi del 2014, sempre e solo Lazio merda" e fa partire il coro. Coro a cui si uniscono TUTTI gli italiani e pure expat di altre nazioni che non sapendo le parole, fanno partire un "eh eh, oh oh". E' un momento bellissimo. Parte un secondo brindisi e con un cheers appena accennato sfracella il suo bicchiere sul mio. Peccato che non mi abbia toccato la mano, la deriva splatter sarebbe stato il tocco di classe. Poi inizia a raccontare barze senza capo né coda, nel mentre il gomito continuava a girare che era una meraviglia. Io era un po' preoccupato (diciamo lo zerovirgolacinquepecciento), un po' imbarazzato (diciamo l'unovirgolacinquepecciento) e molto divertito (la restante parte). Ad un certo punto, dal nulla, inizia ad indicare due persone, accusandole di essere Luigi e MariaCristina. Che le due fossero entrambe donne non conta, una era chiaramente Luigi. Mi è venuto talmente il dubbio che fosse vodka al peyote che c'ho pure dato dentro due sorsi. Dopo altre due ore di siparietto, l'ingegnerA norvegese, attualmente mia capA, un personaggio su cui da qualche tempo medito un post, mi si avvicina e mi fa: "Filippo, is she not too drunk?", al che capisco che era ora di portarla a casa. Io non è che fossi particolarmente in forma (quindi vi lascio immaginare in che stato versasse lei) e per cui veniamo accompagnati.
Apriamo la porta di casa, riusciamo stoicamente a raggiungere quella della camera e cadiamo a pochi centimetri dal traguardo. Mi sveglio alle 12.30 (alle 14 dovevo essere a lavoro, lei invece - grazie al Cielo - oggi e ieri è a casa) con lei come materasso (ignoro come abbia potuto sopravvivere), la sveglio, mi guarda stranita, la guardo perplesso, qualche ricordo affiora nella mia mente, zero nella sua, tranne uno "Fili', ieri sera se semo tajati 'n botto?" - "Penso" - Ah, ma se semo embriagati?" - "Sì" - "Pure io?" - il mio sguardo fa il giro della stanza, poi si posa sui nostri corpicini a cavallo tra la spalliera e le piastrelle, potrei aggiungere altri particolari ma vorrei conservare quel briciolo di dignità, quantomeno telematica - "No, tu non tanto".
P.S.
Non penso di aver vissuto questa scena in esclusiva, ma tra le cose meravigliose di questo Natale, oltre al fatto che mia cugggina dodicenne s'è definitivamente instradata sulla via del punk ("molto bene Melania, ora però non diventarmi anche femminista, altrimenti tutti i miei sforzi saranno stati vani"), c'è stato il pranzo di Natale colla sua famiglia. Eravamo in una trentina e c'erano tutti quei bei sentimenti da Natale che però nella sua famiglia sono veri, o quantomeno ci si avvicinano, perché essendo dislocata in tre parti diverse d'Italia (una parte in Sicilia, un'altra a Roma, la terza nell'hinterland milanese) gli attriti sono al minimo e la gioia di rivedersi è sempre molta. Sono solo parenti acquisti ma è proprio un bel clima, giuro. Soprattutto perché abbiamo messo romanisti (cioè la metà della tavolata) da una parte del tavolo e laziali (tre) dall'altra, ché poi quando l'alcol fa salire i giri, la tragedia è dietro l'angolo anche nelle migliori famiglie: al matrimonio, per lo stesso motivo, mettemmo i due tavoli uno a Lugano e l'altro a Montorfano. Insomma grande amore, grande serenità, grande pace ma poi arriva la tombola ed esce il settantuno.
Per chi non fosse appassionato al giuoco del calcio e non sapesse dell'impercettibile rivalità tra le due formazioni (non c'è niente di paragonabile in Italia)
"La nuova linea di abbigliamento, in collaborazione con Macron, chiamata "Lulic71", in onore del gol realizzato al minuto 71 che ha deciso la scorsa finale di Coppa Italia contro la Roma ,e che ha scritto una nuova pagina nella storia dei derby capitolini" (basta, no?)
Dalla parte del tavolo laziale "Lulic" e dall'altra "uomoddimmmerda" (71 nella smorfia). Il resto del parentame sotto il tavolo dal ridere (non paraculeggiamo: è dal 26 maggio che aspettavamo questo momento), matriarca perplessa "Ma-ma-ma, che succede?", top ten della mia vita.
P.P.S.
Così chiudiamo il cerchio: io tra tre giorni debbo presentare il piano ferie di massima per il 2014. Due settimane tra marzo e aprile, due settimane a dicembre e poi due settimane che fluttueranno in base all'eventuale scudetto da'a Maggica (se lo vince torniamo a maggio, altrimenti a luglio), "nono, se lo vincemo, io nun me li perdo, piuttosto me licenziano". L'espressione del manager quando gli dirò "le altre due settimane gliele saprò dire a seconda delle sorti della Roma" (perché gli dirò questo, non voglio raccontargli balle e del resto manco ne ho in mente una plausibile) sarà, già a gennaio, la faccia dell'anno.
lunedì 30 dicembre 2013
Ha detto tutto lui
Siccome in qualche modo debbo pure sfogarmi e di corsa e nuoto mi sono un attimino rotto i maroni, mi sono iscritto ad una palestra di boxe. Stamane lezione di prova. Alla fine dell'ora vado fuori a fumarmi una mozzica, mi si avvicina l'allenatore
"Da dove vieni?"
"Italia"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Hai già fatto boxe?"
"No"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Sei arrabbiato?"
"Un po'"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Si vede"
"Sì?"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Con la carogna (roughness) che c'hai addosso, se metti su dieci chili di muscoli mi diventi campione nazionale dei pesi medi". E ride.
Per dire...
"Da dove vieni?"
"Italia"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Hai già fatto boxe?"
"No"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Sei arrabbiato?"
"Un po'"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Si vede"
"Sì?"
"Mmm" - e capoccia dall'alto verso il basso
"Con la carogna (roughness) che c'hai addosso, se metti su dieci chili di muscoli mi diventi campione nazionale dei pesi medi". E ride.
Per dire...
venerdì 27 dicembre 2013
Non è cane. Non è lupo. Sa soltanto quello che non è. Se solo capisse quello che è.
Ultima notte in Brianza. Ma chi cazzo dorme? Ma che vita è? Mavvaffanculo!
giovedì 19 dicembre 2013
Ventitré e cinquantacinque
Tra un'ora partenza da Damietta verso Il Cairo. Il volo dal Cairo a Muscat è previsto per le 18.10. Il tragitto in corriera tra Damietta e Il Cairo dura tre ore. Partiamo ad ora di pranzo perché la nostra corriera sarà preceduta, seguita e affiancata da quattro auto con cinque contractor a bordo. Così, in simpatia. Io capisco morire violentemente ma morire dopo aver passato quaranta giorni infami no. Comunque finora non è mai morto nessuno, quindi se tutto va bene saranno solo tre-quattro-cinque ore tra buche, controlli, terroristi, primaveristi e rompicazzo vari. E poi due maroni come due mongolfiere per aspettare l'aereo. Poi nel pomeriggio di domani avrò l'aereo che mi riporterà in Italia. A quel punto la mia agenda prevede questo
20
Cena: miei e suoi
Sera: uscita con amici
21
Mattina-pranzo-pomeriggio: fottuto soppalco
Tardo pomeriggio: prove
Cena: amici
Sera: uscita con amici
22
Mattina: fottuto soppalco
Pranzo: ex colleghi
Pomeriggio: palaghiaccio con ex colleghi e amici
Cena e sera: derby calcistico e poi la tentacolare Milano della domenica sera
23
Mattina-pranzo-pomeriggio: fottuto soppalco
Tardo pomeriggio: prove
Sera: derby cestistico
24
Mattina-pranzo: fottuto soppalco
Pomeriggio: preparazione trippa e cassoeula nella cucina del bar per la Grande Notte
Sera: bbbeh...la Grande Notte
Siccome in Italia ci vado anche e soprattutto per ritornare figlio almeno per mezza giornata, spero di avere tempo per respirare almeno dal 25 in poi. Che poi vuol dire fino al 27 sera, eh...
Anche perché poi la mia verde terra al 99% la rivedrò il 19 dicembre dell'anno prossimo. Tutta questa interessantissima premessa è per dirvi che gli auguri ve li faccio ora, perché come ogni Natale, l'unico più impegnato del sottoscritto è il Bambin Gesù. Auguri a tutti, tuttini quelli che mi leggono ma in particolare, in rigorosissimo ordine alfabetico
- alla Brioche, che m'ha chiuso il blog proprio quando m'ero messo in testa di rubargli un paio di citazioni dal blog, da riutilizzare poi al club del monocolo, per suscitare l'ammirazione dei presenti.
- alla Chiara, che io ce l'avevo detto che non può piovere per sempre. E non mi stupisce la provenienza geografica dell'Uomo che fermò la pioggia. *quanta discriminazione territoriale in una sola frase* *segue Filippo che si toglie la polvere dalle spalline*
- all'Harley, Gran Donna. Però Katy dovevi lasciarmela fuori.
- alla Hostess, che mi sorveglia di lontano.
- Jakoooo, che festeggerà arrostendo cinni ma gli si vuol bene lo stesso.
- all'Orologiaio, colui che diede ad un amico lo spunto per chiedermi: "Ma con tutti i deficienti che incontri, perché non ti apri un blog come quello dell'orologiaio?" - "E chi fosse?". Tutto inizio da lì. In questi giorni starà impazzendo: solidarietà, man.
- allo Smilzo che ci ha fatto diventare un po' tutti gastroenterologi ma, checché lui ne dica, rimane sempre il mio simbolo preferito dell'Italia migliore. Quella che ogni mattina sa che dovrà camparsi la giornata, si rompe i coglioni ma non li rompe agli altri, si scoraggia, si deprime, si sconforta ma poi je dà. Sempre, ovunque, comunque. Smilzo sappi che ogni volta che mi propongono la tessera sindacale, penso a quelli come te e poi metto mano alla pistola.
(sicuro ho dimenticato qualcuno ma mi piace rischiare, ahahahahah)
Poi, per ultima, ma proprio per ultima, ma non "last, but not least". Last e bona lé: la Pulce. Io lo sapevo che quel muffin che l'anno scorso ignorai me l'avrebbe fatto scontare durante tutto l'anno ma non pensavo che fosse così perfida. Oh, non c'è una foto che non le abbia fatto vedere che non abbia meritato l'appellativo di "Bellissima". Tutte tranne quelle in cui sono immortalato. Pulcetta, lei deve capire, che seppur circondato da fimmine, io sono più donna di tutte loro messe insieme. Non può mortificare in questo modo la mia civetteria. Questa me la sono proprio legata al dito, mi s'è già necrotizzata la falangetta.
Se questo spazio nei precedenti due anni era puro divertissement, nell'ultimo anno è diventato un efficacissimo analgesico per i momenti down. E ce ne sono stati, solo il Cielo sa quanti...
Buon Natale a chi ci crede e Buona Vita a tutti gli altri. E grazie.
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