Scusate tutto. Se c'è una cosa che odio è non dare continuità ad un progetto ma non ho "tempo mentale" per stare dietro al blog, nel senso che coi nuovi orari dell'esposizione (martedì/venerdì 15-20, sabato/domenica 10-20) praticamente lavoro sette giorni su sette (perchè al lunedì cantieri e case si fanno lo stesso e sabato e domenica un'occhiata - eufemismo - in esposizione la debbo buttare lo stesso), debbo fare lavori non miei (burocrazia, fortunatamente riesco a farlo a casa, tra le mie cose), ecc...e quindi non ho voglia, una volta staccata la spina, di rimettermi a parlare di lavoro. Fatta questa premessa, passiamo alle cose vere.
Top three dell'ultimo mese e mezzo
Alla numero tre
- Metà gennaio: sono in cucina a installare un forno a gas, quando la simpatica padrona di casa mi chiede se è un problema far partire la lavastoviglie. Ovviamente no. Mentre la sta facendo partire le dico, così, senza altre pretese, che è meglio non mettere l'aceto al posto del brillantante, perchè col tempo rischia di danneggiarla. Finisco l'operazione, tanti saluti, buone cose. Mercoledì scorso mi si presenta in esposizione, con la seguente accusa: "Lei mi ha rotto la lavastoviglie!". Ovviamente non mi ricordavo una sega, mi ricostruisce la situazione e conclude il delirio: "Finchè ho messo l'aceto nessun problema, è bastato un mese di brillantante per distruggermela". Una logica talmente stringente che Aristotele pare si sia accorto di aver scritto solo e soltanto cumuli di cazzate. Fortunatamente non mi piglia a noci ma se ne va, sconsolata, forse perchè non ho aperto bocca, estasiato dagli abissi della mente umana.
Alla numero due
- Installazione di un impianto di trattamento acqua con resine a scambio ionico (serve per abbassare la durezza dell'acqua ed evitare la formazione di calcare). L'impianto fa il suo lavoro alla grande ma ha un grande difetto: è ingombrante. Siccome conosco i miei polli lo dico alla signora: è convinta. La porto in esposizione e glielo mostro: è convinta. Arrivo a casa sua (non esattamente la strada dell'orto: sono 30 km): "qui no!", "qui no!", "qui no!". "Lo mettiamo lì?" - "E io i detersivi dove li metto?". Devo aver fatto una faccia bruttissima perchè mi riguarda e mi dice: "Va bene, non la faccio tribolare oltre".
Alla numero uno
- Ieri mattina mi telefona un cliente, incazzato come una biscia perchè aveva appuntamento con due miei colleghi (schiavi?) alle 8 e alle 9 non si erano ancora presentati. Richiamo i due, che mi dicono: "Ma se è un'ora che andiamo avanti e indietro come due coglioni, chiediamo a tutti se conoscono 'sto scemo e nessuno ci sa rispondere. Dammi il numero che ho lasciato in magazzino l'agendina con la rubrica, che lo chiamo io!". Quello che segue non lo so, lo posso immaginare. So solo che tra Montichiari e Moncalieri ci sono 240 km di autostrada, anche se Viale Europa esiste in tutte e due le cittadine. Morte, morte, morte ai navigatori e a chi, in una ridiezione tricolore di "Scemo & + scemo", fa all'altro "Mon, mon, sìsì, è quello: Moncalieri, Viale Europa".
Ora capite perchè stamattina, dopo aver pigliato l'etto di liquirizie solito, ho guardato la nuova barista (assunta ieri, quindi timida e impacciata) con occhi di fuoco e le ho detto "Dammi una borsa di soldi", al posto che "Una barca di soldi", noto Gratta&Vinci. Lei mi ha squadrato con la faccia del terrore, anche perchè erano le 6 e spiccioli e in tutto il bar c'eravamo solo io e lei. Riavutomi della cazzata, mi sono ricomposto, ho capito la chicca che mi era appena uscita dalla bocca e, scusandomi, le ho detto che "Sono un po' stanchino". Poi mi sono ripromesso di scrivere questo post.
P.S.
Ma che data e ora sono? Bah...
Bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore
martedì 14 febbraio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
Venerdì, 06 gennaio 2012 - Una richiesta un po' strana
Ieri
"Pronto, l'idraulico?"
"Affermativo"
"Le devo fare una richiesta un po' strana!"
(pensiero: "Non mi dire, solitamente la sobrietà è di casa tra i nostri clienti"): "Dica"
"Ho comprato una vasca idromassaggio da X (nostro rivale, anzi nemico. Scherzo, frequenta il mio bar e ogni tanto esco pure insieme al figlio, anch'egli avventore dello stesso, che lavora con lui) ma preferisco che me la monti lei"
(pensiero: "Fallito. La sinapsi primaria si rifiuta di inoltrare il pensiero a quella successiva): "..."
"Sì, perchè sa...le vostre vasche non mi piacciono, hanno tutte una linea anni Ottanta" (io quando sento queste cose vorrei morire al posto loro) "insomma non vi aggiornate, siete retrogradi" (pensiero: "Signora, se vuole anche aggiungere che macelliamo bambini e rubiamo le pensioni fuori dalla Posta faccia pure)
"..."
"Di contro c'è da dire che siete molto accurati nel montaggio e nella manutenzione"
"..." (giuro: non parlavo più, anche perchè quando il genio si esprime in cotal modo come può uno scoglio arginare il mare?)
"Cioè, non che ci voglia molto." (e te pareva...) "Voi fate il vostro lavoro come va fatto, sono gli altri che sono delle...bestie"
"Sisì"
"Eheh" (un dialogo tra imbecilli, praticamente)
"Per me non c'è problema"
"Ok, allora lei passa in settimana da X, ritira..."
"No, scusi, mi faccia capire: lei la vasca non ce l'ha a casa???"
"Eh no, io ho solo una piccola Matiz. Come faccio a caricare quella vasca?"
Avevo gli occhi che ormai stazionavano ad un metro abbondante dalle orbite "E quindi dovrei passare a prenderla io???"
"Eh, sì" (con tono stupito)
Mi è scappato da ridere "No, maaa...signora, scusi un attimo, ma le pare una cosa non dico normale, che è parola che odio, ma, boh, consueta, ordinaria, abituale???"
S'inalbera "Le avevo detto che era una richiesta un po' strana!!!" (forse voi non lo sapete ma è un alibi molto in voga nelle caserme. Uno, arriva, suona e dice: "Debbo dirvi una cosa un po' strana: ho appena rapinato una banca." I militi lo ammanettano e lui diventa una iena perchè, cazzo, gliel'avevo detto che li aveva avvisati)
"Signora, non scherziamo e facciamola veramente finita qua: si levi dalla testa l'idea che io vada da X a ritirare la vasca. Trovi un modo per farsele portare a casa e io arrivo a montargliela."
(segue fissaggio dell'appuntamento, lunedì 9 gennaio alle ore 9)
Tasto rosso del cell, ricerca del numero in rubrica dell'acerrimo nemico e telefonata.
"Ciao bestia"
Gli spiego la storia
"Lascia stare, va, che su 'sta rincoglionita e la sua stracazzo di vasca, avrei da raccontarti una storia che finirei domani. Ti dico solo che è da ottobre che mi spacca le palle." (ho edulcorato) "La prima volta che ti becco al bar te la racconto, dai"
Attendo con ansia, poi riferirò.
Notare che mi ero ripromesso di raccontarvi le cazzatissime dell'ultimo mese ma, come vedete, sono sempre fuorisincrono rispetto ai neuroni malati dei miei clienti.
"Pronto, l'idraulico?"
"Affermativo"
"Le devo fare una richiesta un po' strana!"
(pensiero: "Non mi dire, solitamente la sobrietà è di casa tra i nostri clienti"): "Dica"
"Ho comprato una vasca idromassaggio da X (nostro rivale, anzi nemico. Scherzo, frequenta il mio bar e ogni tanto esco pure insieme al figlio, anch'egli avventore dello stesso, che lavora con lui) ma preferisco che me la monti lei"
(pensiero: "Fallito. La sinapsi primaria si rifiuta di inoltrare il pensiero a quella successiva): "..."
"Sì, perchè sa...le vostre vasche non mi piacciono, hanno tutte una linea anni Ottanta" (io quando sento queste cose vorrei morire al posto loro) "insomma non vi aggiornate, siete retrogradi" (pensiero: "Signora, se vuole anche aggiungere che macelliamo bambini e rubiamo le pensioni fuori dalla Posta faccia pure)
"..."
"Di contro c'è da dire che siete molto accurati nel montaggio e nella manutenzione"
"..." (giuro: non parlavo più, anche perchè quando il genio si esprime in cotal modo come può uno scoglio arginare il mare?)
"Cioè, non che ci voglia molto." (e te pareva...) "Voi fate il vostro lavoro come va fatto, sono gli altri che sono delle...bestie"
"Sisì"
"Eheh" (un dialogo tra imbecilli, praticamente)
"Per me non c'è problema"
"Ok, allora lei passa in settimana da X, ritira..."
"No, scusi, mi faccia capire: lei la vasca non ce l'ha a casa???"
"Eh no, io ho solo una piccola Matiz. Come faccio a caricare quella vasca?"
Avevo gli occhi che ormai stazionavano ad un metro abbondante dalle orbite "E quindi dovrei passare a prenderla io???"
"Eh, sì" (con tono stupito)
Mi è scappato da ridere "No, maaa...signora, scusi un attimo, ma le pare una cosa non dico normale, che è parola che odio, ma, boh, consueta, ordinaria, abituale???"
S'inalbera "Le avevo detto che era una richiesta un po' strana!!!" (forse voi non lo sapete ma è un alibi molto in voga nelle caserme. Uno, arriva, suona e dice: "Debbo dirvi una cosa un po' strana: ho appena rapinato una banca." I militi lo ammanettano e lui diventa una iena perchè, cazzo, gliel'avevo detto che li aveva avvisati)
"Signora, non scherziamo e facciamola veramente finita qua: si levi dalla testa l'idea che io vada da X a ritirare la vasca. Trovi un modo per farsele portare a casa e io arrivo a montargliela."
(segue fissaggio dell'appuntamento, lunedì 9 gennaio alle ore 9)
Tasto rosso del cell, ricerca del numero in rubrica dell'acerrimo nemico e telefonata.
"Ciao bestia"
Gli spiego la storia
"Lascia stare, va, che su 'sta rincoglionita e la sua stracazzo di vasca, avrei da raccontarti una storia che finirei domani. Ti dico solo che è da ottobre che mi spacca le palle." (ho edulcorato) "La prima volta che ti becco al bar te la racconto, dai"
Attendo con ansia, poi riferirò.
Notare che mi ero ripromesso di raccontarvi le cazzatissime dell'ultimo mese ma, come vedete, sono sempre fuorisincrono rispetto ai neuroni malati dei miei clienti.
Domenica, 01 gennaio 2012 - La tregua
Riemergo dalle nebbie (che manco ci sono più, peggio delle mezze stagioni) in uno dei pochi momenti liberi di questi ultimi due mesi ed in particolare di questi ultimi 30 giorni pre e post natalizi. Trenta giorni di ultrafuoco, con esposizione aperta sette giorni su sette, segretaria che s'è presa un principio di polmonite (fortunatamente niente di grave, proprio perchè bloccata in tempo) e che quindi ho dovuto sostituire, aumento esponenziale di imbecilli: insomma un rilassante cammino di avvicinamento al Natale.
La chicchissima del mese rimane un episodio che per farlo capire appieno debbo prima pubblicare una foto, per cui dovrei trovare una mattina in cui ricordarmi di portare via la macchinetta, perchè non ho il cavetto per collegare il cellulare al computer. Con la presenza di spirito che ho il mattino alle 5.30 sarà facile che il 31 dicembre del 2012 sarete ancora qui ad aspettarla. Non disperate comunque che imbecilli, anche se di minor rango, ne ho comunque osservati parecchi. Parecchi perchè parecchi son stati i visitatori: non sto qui a far (assurdi) commenti sulla crisi (ci ha già pensato il nostro ex PdC) ma evidentemente in questo Natale si sono venduti solo articoli di arredobagno, visto che avevamo una media di 50 visitatori al giorno, con punte di 100 al sabato e alla domenica.
Iniziamo con questo, gli altri nei prossimi giorni, primo perchè sto crollando, secondo perchè così almeno ho il rovello di mantenere la promessa e scrivere con più frequenza nonostante gli impegni (dal 2 iniziano i fuoritutto svuota magazzino, aiuto!!!).
Settimana scorsa
1) Marito e moglie alla "Dio li fa e poi li accoppia". Il marito mi affetta le gonadi, perchè vuole un box doccia nell'ordine: rettangolare, ad apertura scorrevole reversibile, estensibile, ante sganciabili, chiusura calamitata, non meccanica, mi raccomando!!! (in effetti il mondo è pieno di gente che è morta chiudendosi nell'anta della doccia, ndf), telaio in alluminio cromato. Gli faccio vedere una serie di modelli: 1500 euro (troppo!!!), 1200 (troppo!!), 1100 (troppo!). Ad un certo punto mi ferma e mi dice di non fargli perdere tempo (notare: io a lui...), che tanto più di 300 euro non intende spenderli. Gli vorrei far intendere, con abile giro di parole, che a quel prezzo non troverà niente ma mentre lo sto per dire mi spunta una lampadina e mi ricordo di un box doccia che c'era in esposizione quando mi assunsero, una roba di una bruttezza vergognosa, nel senso di vergognarsi a vendere una simile oscenità, che stazionava da anni in magazzino e che mi faceva l'occhiolino ogni volta che partivo per la discarica. Chiamo Lamine e gli dico di portarmelo su dal magazzino. Lamine, con notevole presenza di spirito (lui sì) mi guarda con uno sguardo che significava solo una cosa: "Quella merdata là?", fortunatamente non parla, capisce al volo (cosa strana per lui) di cosa sto parlando e si precipita giù per le scale. Arriva, glielo sfilo, gli faccio vedere le specifiche della scheda tecnica e quella di presentazione alla clientela. Lui è soddisfattissimo!
"Queste belle cose le tenete in magazzino e in esposizione mettete questa roba! Va che siete ben strani!!!" (noi...)
Tutto a posto? Manco per idea. A questo punto entra in gioco la moglie, con occhio clinico e accigliato
Moglie: "Scusi, ma cosa significa cristallo temperato e serigrafato?"
Io: "Temperato significa più resistente e più sicuro in caso di rottura perchè si rompe in tanti piccoli pezzettini con i bordi smussati, è ottenuto con un procedimento particolare di riscaldamento e raffredamento"
Marito, ormai innamorato del suo prossimo acquisto: "Come i finestrini dell'auto, giusto?"
Io, stupito: "Giusto, si usa in tutte quelle strutture che possono costituire un pericolo per le persone: l'auto per l'incidente, le docce per gli svenimenti o le cadute, ecc..."
Il marito, con classe notevole, si dà una grattata ai gioielli
Moglie: "E serigrafato?"
Io: "E' un procedimento di stampa con forme definite"
Moglie: "In parole povere?"
Io: "E' un procedimento industriale di evoluzione dello stencil"
Moglie: "Lo stencil??? Quello delle forme dei bambini???"
Io: "Sì!"
Non so cos'abbia interpretato ma sta di fatto che inizia a perlustrare i disegni sulle ante alla ricerca di sbavature. Dopo tre minuti in cui, mentre la speleologa indaga sui misteri della serigrafia, io e suo marito parliamo del meteo (che brutta china che sto pigliando), si rialza e annunzia al popolo in vibrante attesa:
"Non ci sono difetti"
(pensiero: "Grazie, graziella e grazie al cazzo, è industriale!!!") "Certo signora, gliel'ho detto: è un procedimento industriale!"
"Quindi lei vuole vendermi come artigianale una lavorazione fatta in una fabbrica?"
"Chi ha parlato di artigianato?"
"Lei"
La voglia è quella di prendere l'anta e spaccargliela sulla faccia, sperando che non sia temperato il vetro e che si spezzi infilanzandole la carotide
Fortunatamente interviene Lord Brummel
Marito: "A quanto me lo fa?"
Io: "300 euro, con uno sconticino perchè non si è capito se è industriale o artigianale!!!"
Marito: "Affare fatto!" (a ripensarci avrei potuto dire 3000 o 30000 che l'avrebbe comprato comunque)
Io: "Più ovviamente il montaggio"
Marito: "Lo monto io, non si scomodi a venire a casa mia!" (montare un box doccia non è una sciocchezza ma se si offre lui, che lo faccia, tanto l'ultima cosa che ci manca in questo periodo è il lavoro)
Io: "Giusto così, un po' di sano artigianato casalingo!!!"
La moglie vorrebbe uccidermi, perchè ormai ha capito che il marito ha stornato il suo amore da lei a quel cazzo di box doccia. Mi strafulmina con lo sguardo. Penso che nelle preghiere di Natale e di Capodanno abbia chiesto benedizioni per tutti e maledizione per me. Probabilmente in questo momento sul suo comodino ci sarà una bambola con le mie fattezze, trafitta da qualche migliaio di spilloni.
Nel dubbio
Buon Anno!!!
La chicchissima del mese rimane un episodio che per farlo capire appieno debbo prima pubblicare una foto, per cui dovrei trovare una mattina in cui ricordarmi di portare via la macchinetta, perchè non ho il cavetto per collegare il cellulare al computer. Con la presenza di spirito che ho il mattino alle 5.30 sarà facile che il 31 dicembre del 2012 sarete ancora qui ad aspettarla. Non disperate comunque che imbecilli, anche se di minor rango, ne ho comunque osservati parecchi. Parecchi perchè parecchi son stati i visitatori: non sto qui a far (assurdi) commenti sulla crisi (ci ha già pensato il nostro ex PdC) ma evidentemente in questo Natale si sono venduti solo articoli di arredobagno, visto che avevamo una media di 50 visitatori al giorno, con punte di 100 al sabato e alla domenica.
Iniziamo con questo, gli altri nei prossimi giorni, primo perchè sto crollando, secondo perchè così almeno ho il rovello di mantenere la promessa e scrivere con più frequenza nonostante gli impegni (dal 2 iniziano i fuoritutto svuota magazzino, aiuto!!!).
Settimana scorsa
1) Marito e moglie alla "Dio li fa e poi li accoppia". Il marito mi affetta le gonadi, perchè vuole un box doccia nell'ordine: rettangolare, ad apertura scorrevole reversibile, estensibile, ante sganciabili, chiusura calamitata, non meccanica, mi raccomando!!! (in effetti il mondo è pieno di gente che è morta chiudendosi nell'anta della doccia, ndf), telaio in alluminio cromato. Gli faccio vedere una serie di modelli: 1500 euro (troppo!!!), 1200 (troppo!!), 1100 (troppo!). Ad un certo punto mi ferma e mi dice di non fargli perdere tempo (notare: io a lui...), che tanto più di 300 euro non intende spenderli. Gli vorrei far intendere, con abile giro di parole, che a quel prezzo non troverà niente ma mentre lo sto per dire mi spunta una lampadina e mi ricordo di un box doccia che c'era in esposizione quando mi assunsero, una roba di una bruttezza vergognosa, nel senso di vergognarsi a vendere una simile oscenità, che stazionava da anni in magazzino e che mi faceva l'occhiolino ogni volta che partivo per la discarica. Chiamo Lamine e gli dico di portarmelo su dal magazzino. Lamine, con notevole presenza di spirito (lui sì) mi guarda con uno sguardo che significava solo una cosa: "Quella merdata là?", fortunatamente non parla, capisce al volo (cosa strana per lui) di cosa sto parlando e si precipita giù per le scale. Arriva, glielo sfilo, gli faccio vedere le specifiche della scheda tecnica e quella di presentazione alla clientela. Lui è soddisfattissimo!
"Queste belle cose le tenete in magazzino e in esposizione mettete questa roba! Va che siete ben strani!!!" (noi...)
Tutto a posto? Manco per idea. A questo punto entra in gioco la moglie, con occhio clinico e accigliato
Moglie: "Scusi, ma cosa significa cristallo temperato e serigrafato?"
Io: "Temperato significa più resistente e più sicuro in caso di rottura perchè si rompe in tanti piccoli pezzettini con i bordi smussati, è ottenuto con un procedimento particolare di riscaldamento e raffredamento"
Marito, ormai innamorato del suo prossimo acquisto: "Come i finestrini dell'auto, giusto?"
Io, stupito: "Giusto, si usa in tutte quelle strutture che possono costituire un pericolo per le persone: l'auto per l'incidente, le docce per gli svenimenti o le cadute, ecc..."
Il marito, con classe notevole, si dà una grattata ai gioielli
Moglie: "E serigrafato?"
Io: "E' un procedimento di stampa con forme definite"
Moglie: "In parole povere?"
Io: "E' un procedimento industriale di evoluzione dello stencil"
Moglie: "Lo stencil??? Quello delle forme dei bambini???"
Io: "Sì!"
Non so cos'abbia interpretato ma sta di fatto che inizia a perlustrare i disegni sulle ante alla ricerca di sbavature. Dopo tre minuti in cui, mentre la speleologa indaga sui misteri della serigrafia, io e suo marito parliamo del meteo (che brutta china che sto pigliando), si rialza e annunzia al popolo in vibrante attesa:
"Non ci sono difetti"
(pensiero: "Grazie, graziella e grazie al cazzo, è industriale!!!") "Certo signora, gliel'ho detto: è un procedimento industriale!"
"Quindi lei vuole vendermi come artigianale una lavorazione fatta in una fabbrica?"
"Chi ha parlato di artigianato?"
"Lei"
La voglia è quella di prendere l'anta e spaccargliela sulla faccia, sperando che non sia temperato il vetro e che si spezzi infilanzandole la carotide
Fortunatamente interviene Lord Brummel
Marito: "A quanto me lo fa?"
Io: "300 euro, con uno sconticino perchè non si è capito se è industriale o artigianale!!!"
Marito: "Affare fatto!" (a ripensarci avrei potuto dire 3000 o 30000 che l'avrebbe comprato comunque)
Io: "Più ovviamente il montaggio"
Marito: "Lo monto io, non si scomodi a venire a casa mia!" (montare un box doccia non è una sciocchezza ma se si offre lui, che lo faccia, tanto l'ultima cosa che ci manca in questo periodo è il lavoro)
Io: "Giusto così, un po' di sano artigianato casalingo!!!"
La moglie vorrebbe uccidermi, perchè ormai ha capito che il marito ha stornato il suo amore da lei a quel cazzo di box doccia. Mi strafulmina con lo sguardo. Penso che nelle preghiere di Natale e di Capodanno abbia chiesto benedizioni per tutti e maledizione per me. Probabilmente in questo momento sul suo comodino ci sarà una bambola con le mie fattezze, trafitta da qualche migliaio di spilloni.
Nel dubbio
Buon Anno!!!
Lunedì, 28 novembre 2011 - Giustificare l'assenza
Premetto due cose: la prima è che, come ho già scritto, adoro il mio lavoro e pagherei per farlo, la seconda è che ho l'enorme fortuna di poter portare il lavoro a casa, nel senso che tutte le menate burocratiche (e sono tante, credetemi), posso farle tra le quattro mura domestiche, mentre cucino, gioco con la mia cagnona, faccio una navigata sui miei siti preferiti. Detto queste le ultime cinque settimane sono state l'inferno sulla terra e oggi è stato il primo giorno con una mezza giornata libera.
A questo punto sorge spontanea la domanda: ma perchè le menate burocratiche devi sbrigartele tu e non la segretaria (che, unica collega, ci legge, quindi andateci piano, ahahahah)? Perchè ai piani alti hanno deciso di STRAVOLGERE l'orario di apertura dell'esposizione. Il mio precedente datore di lavoro, per motivi personali (voglia di stare con la pupa nel weekend), aveva imposto come orario (dell'esposizione, noi non abbiamo orario): dal lunedì al venerdì 9-12 e 15-20, preferendo perdere qualche denaro (non molti, la nostra fetta di mercato segue altre logiche rispetto a quelle della GDO) per stare con la famiglia. Anche con la nuova proprietà la tradizione era continuata, senonchè settimana scorsa mi chiamano in direzione e mi comunicano che
"..."
"..."
"Il nuovo orario sarà il medesimo ma esteso sui sette giorni. Darne comunicazioni agli interessati e organizzare i turni."
"Gli interessati sarebbero due: X (La Svety) e Y (Lamine), quindi dobbiamo assum..."
"Assumere???"
"Si fanno girare quelli che ci sono, altro che assumere" con tono che non è che non ammetteva replice ma nemmeno inarcate di sopracciglia.
Indomito: "Sì, ma..."
"Appena il nuovo orario andrà a regime, vedremo come riconoscerle il tutto a livello economico" (tradotto: "Quello che manca lo fai tu, (cretino)")
Grazie all'enorme disponibilità di tutti, marxista escluso per questioni di contratto, siamo riusciti, gestendo gli straordinari, a produrre una tabella di marcia, che speriamo di rispettare.
Siccome qualcuno me l'ha chiesto in PVT, specifico che siamo in sette
La Svety e Lamine in esposizione. La prima a segretariare, il secondo tuttofare tra magazzino, manutenzione del verde, pulizie, banca, posta e che più ne ha, più ne metta.
Antonio (un grande!) e George Best lavorano nei cantieri e, nei periodi di magra per l'edilizia (come questo), negli impianti industriali.
Baldo (a cui vogliamo bene anche se rumeno) nei piccoli interventi domestici.
E part-time, il marxista (quello però l'abbiamo assunto...lasciamo perdere, che altrimenti mi girano i maroni) a costuire camini e ad installare stufe.
E il sottoscritto, jolly. Col nuovo orario sempre di più, costretto (e questa è una costrizione vera, perchè è un lavoro che odio) a fare pure la segretaria (in autoreggenti e pornocchialetti).
Fatte tutte queste premesse noiose ma necessarie, per chiarire la mia assenza e per rispondere ai PM pubblicamente in modo da farlo una volta per tutte, passiamo alla ciccia. Di episodi ce ne sarebbero mille, inizio col raccontarne tre, gli altri nelle prossime puntate.
1) Ieri mattina, esposizione, moglie sottomessa con marito borioso, ma di quelli da film, alla Dogui.
Settore camini e stufe (mancava)
"Serve un aiuto?" (pensate voi a come sto messo, da artigiano a commessa della domenica)
Lui: "Stavamo solo guardando"
Lei: "Io però una domanda voleva farla"
"Dica"
Lei: "Volevo sapere cosa sarebbero esattamente i pellet"
"Segatura pressata in cilindretti"
Tutte questo a volume classico da domenica mattina. Toni morbidi, sorrisi larghi e comprensivi, decibel poco sopra lo zero. Ad un certo il boato...
Lui: "Ma cazzo, te l'ho detto già cento volte: quando non servono più fanno a pezzi i bancali e ci fanno 'sta roba"
Una volta riacquistata la funzionalità dell'orecchio: "No, quelli si chiamano pallet"
Lui come se avesse preso un cartone in mezzo al grugno
Lei: "Bene, continuiamo a guardare in giro"
Tempozero hanno preso la porta.
2) Qualche giorno fa
Ore 19.30, ultimo intervento della giornata
Finisco l'installazione di una porta doccia, che non è esattamente un'operazione leggera, ricevuta, pagamento, quando arriva la maledetta: "Senta, avrei una cosa da farle vedere"
Nervi a fior di pelle, maroni a fior di pavimento, fame da campo profughi
"Cooosa?" con musta da Jack Nicholson in Shining
Mi conduce in cucina o meglio quello che lei definiva cucina, in realtà una caverna.
"Vede, si forma la muffa sulle pareti, c'è un odore che si fa fatica a starci dentro, a volte mi marcisce persino il cibo se lo chiudo male e lo lascio lì per qualche giorno, i toast, per esempio"
"Ellammaddonna" guardo fuori dalla finestra, buio pesto: "Scusi ma fuori da qui che c'è? Una siepe di alberi?"
"No, no, proprio un bosco!!!"
"Eh, signora, sfido io che ci sia 'sta umidità. A lei i funghi non conviene andare a comprarli, le crescono direttamente in frigorifero"
Ride
"Mi consiglia un muratore?"
"Ma no, per far che? Basta un deumidificatore, anche di quelli portatili"
Si fa seria
"Lei lo fa per guadagnarci, guardi vè" con gesto della mano come a volermi dare delle sculacciate
Lo stomaco inizia a ruggire: "Quindi?"
"Quindi niente, era solo per chiederle se mi conveniva chiamarle un muratore"
"Sì, così poi le consiglia lui cosa fare. Per me le dice di rivolgersi ad un idraulico"
"Ok, ok, allora la saluto, alla prossima"
AAA cercasi maroni, anche usati
3) Il marxista non si scompone. Provo a caricargli delle molle ma questo non è il classico fattone moderno, questo è un comunista vecchio stampo, coi capelli corti e gli occhiali con montatura in osso. Neanche la caduta del governo Banana l'ha scomposto, mi ha detto che "Abbiamo cambiato un delinquente solo con un governo di banchieri e quindi, per loro natura, delinquenti." E' grande analisi politica!
Non demordo, continuo a caricare più molle di un orologiaio ma la sua chiusura, oserei quasi dire la sua "ritirata strategica", mi fa temere per la mia incolumità. Già mi vedo classificato come i conoscenti di Moretti in "Bianca". Il mio fascisolo recherà impressa la scritta "Nemico del popolo e della rivoluzione".
A questo punto sorge spontanea la domanda: ma perchè le menate burocratiche devi sbrigartele tu e non la segretaria (che, unica collega, ci legge, quindi andateci piano, ahahahah)? Perchè ai piani alti hanno deciso di STRAVOLGERE l'orario di apertura dell'esposizione. Il mio precedente datore di lavoro, per motivi personali (voglia di stare con la pupa nel weekend), aveva imposto come orario (dell'esposizione, noi non abbiamo orario): dal lunedì al venerdì 9-12 e 15-20, preferendo perdere qualche denaro (non molti, la nostra fetta di mercato segue altre logiche rispetto a quelle della GDO) per stare con la famiglia. Anche con la nuova proprietà la tradizione era continuata, senonchè settimana scorsa mi chiamano in direzione e mi comunicano che
"..."
"..."
"Il nuovo orario sarà il medesimo ma esteso sui sette giorni. Darne comunicazioni agli interessati e organizzare i turni."
"Gli interessati sarebbero due: X (La Svety) e Y (Lamine), quindi dobbiamo assum..."
"Assumere???"
"Si fanno girare quelli che ci sono, altro che assumere" con tono che non è che non ammetteva replice ma nemmeno inarcate di sopracciglia.
Indomito: "Sì, ma..."
"Appena il nuovo orario andrà a regime, vedremo come riconoscerle il tutto a livello economico" (tradotto: "Quello che manca lo fai tu, (cretino)")
Grazie all'enorme disponibilità di tutti, marxista escluso per questioni di contratto, siamo riusciti, gestendo gli straordinari, a produrre una tabella di marcia, che speriamo di rispettare.
Siccome qualcuno me l'ha chiesto in PVT, specifico che siamo in sette
La Svety e Lamine in esposizione. La prima a segretariare, il secondo tuttofare tra magazzino, manutenzione del verde, pulizie, banca, posta e che più ne ha, più ne metta.
Antonio (un grande!) e George Best lavorano nei cantieri e, nei periodi di magra per l'edilizia (come questo), negli impianti industriali.
Baldo (a cui vogliamo bene anche se rumeno) nei piccoli interventi domestici.
E part-time, il marxista (quello però l'abbiamo assunto...lasciamo perdere, che altrimenti mi girano i maroni) a costuire camini e ad installare stufe.
E il sottoscritto, jolly. Col nuovo orario sempre di più, costretto (e questa è una costrizione vera, perchè è un lavoro che odio) a fare pure la segretaria (in autoreggenti e pornocchialetti).
Fatte tutte queste premesse noiose ma necessarie, per chiarire la mia assenza e per rispondere ai PM pubblicamente in modo da farlo una volta per tutte, passiamo alla ciccia. Di episodi ce ne sarebbero mille, inizio col raccontarne tre, gli altri nelle prossime puntate.
1) Ieri mattina, esposizione, moglie sottomessa con marito borioso, ma di quelli da film, alla Dogui.
Settore camini e stufe (mancava)
"Serve un aiuto?" (pensate voi a come sto messo, da artigiano a commessa della domenica)
Lui: "Stavamo solo guardando"
Lei: "Io però una domanda voleva farla"
"Dica"
Lei: "Volevo sapere cosa sarebbero esattamente i pellet"
"Segatura pressata in cilindretti"
Tutte questo a volume classico da domenica mattina. Toni morbidi, sorrisi larghi e comprensivi, decibel poco sopra lo zero. Ad un certo il boato...
Lui: "Ma cazzo, te l'ho detto già cento volte: quando non servono più fanno a pezzi i bancali e ci fanno 'sta roba"
Una volta riacquistata la funzionalità dell'orecchio: "No, quelli si chiamano pallet"
Lui come se avesse preso un cartone in mezzo al grugno
Lei: "Bene, continuiamo a guardare in giro"
Tempozero hanno preso la porta.
2) Qualche giorno fa
Ore 19.30, ultimo intervento della giornata
Finisco l'installazione di una porta doccia, che non è esattamente un'operazione leggera, ricevuta, pagamento, quando arriva la maledetta: "Senta, avrei una cosa da farle vedere"
Nervi a fior di pelle, maroni a fior di pavimento, fame da campo profughi
"Cooosa?" con musta da Jack Nicholson in Shining
Mi conduce in cucina o meglio quello che lei definiva cucina, in realtà una caverna.
"Vede, si forma la muffa sulle pareti, c'è un odore che si fa fatica a starci dentro, a volte mi marcisce persino il cibo se lo chiudo male e lo lascio lì per qualche giorno, i toast, per esempio"
"Ellammaddonna" guardo fuori dalla finestra, buio pesto: "Scusi ma fuori da qui che c'è? Una siepe di alberi?"
"No, no, proprio un bosco!!!"
"Eh, signora, sfido io che ci sia 'sta umidità. A lei i funghi non conviene andare a comprarli, le crescono direttamente in frigorifero"
Ride
"Mi consiglia un muratore?"
"Ma no, per far che? Basta un deumidificatore, anche di quelli portatili"
Si fa seria
"Lei lo fa per guadagnarci, guardi vè" con gesto della mano come a volermi dare delle sculacciate
Lo stomaco inizia a ruggire: "Quindi?"
"Quindi niente, era solo per chiederle se mi conveniva chiamarle un muratore"
"Sì, così poi le consiglia lui cosa fare. Per me le dice di rivolgersi ad un idraulico"
"Ok, ok, allora la saluto, alla prossima"
AAA cercasi maroni, anche usati
3) Il marxista non si scompone. Provo a caricargli delle molle ma questo non è il classico fattone moderno, questo è un comunista vecchio stampo, coi capelli corti e gli occhiali con montatura in osso. Neanche la caduta del governo Banana l'ha scomposto, mi ha detto che "Abbiamo cambiato un delinquente solo con un governo di banchieri e quindi, per loro natura, delinquenti." E' grande analisi politica!
Non demordo, continuo a caricare più molle di un orologiaio ma la sua chiusura, oserei quasi dire la sua "ritirata strategica", mi fa temere per la mia incolumità. Già mi vedo classificato come i conoscenti di Moretti in "Bianca". Il mio fascisolo recherà impressa la scritta "Nemico del popolo e della rivoluzione".
Giovedì, 10 novembre 2011 - Sconti - Quinta parte, la nonna
Continuano le settimane di fuoco, anche se questa m'ha concesso qualche pomeriggio di tregua almeno dal punto di vista operativo, in quanto impegnato a sbrigare qualche chilo di menate burocratiche.
Settimane che comunque non sono passate invano quantomeno dal punto di visto bloggistico
Una mia amica si sposa (non so da voi, ma qui in zona da quando quei due geppi inglesi si scambiati le fedi, è iniziato il calvario. Personalmente resisto, resisto, resisto) ed è venuta da noi a comprare tutto l'arredobagno, vasche, sanitari and so on. In accordo con i miei capi, perchè pur gestendo la baracca quasi autonomamente, devo pur rispondere loro, le è fatto un prezzo di favore, guadagnandoci i due terzi rispetto ad un cliente normale.
Insomma, uno sconto importante (è un'amica amica, ci mancherebbe altro). Accordi sull'installazione, baci, abbracci, ringraziamenti, gridolini, "Dove vai a fare l'addio al nubliato?" - "Dovremmo andare a Berlino, stiamo cercando un volo" - "Uhuhuhuhuh, ci sono stato" - "Ohhh".
Senonchè lei prima di uscire, mena il fendente:
"Ahhh, Fily, guarda che entro breve ti telefonerà mia nonna!"
"Uh?"
"Sai che è amica di tua nonna, no? Eh è un mese che rompe, dille che mi hai fatto il 50% di sconto, così lei è soddisfatta".
Due giorni dopo, ore 10.05, la segretaria mi chiama sul cellulare
"Fily, c'è una signora che continua a telefonare chiedendomi di te"
"Eh, non le hai detto che a mezzogiorno, quando rientro, telefono a tutti quelli che mi cercano?"
"Ti pare??? Certo che gliel'ho detto ma non so se fa finta di non capire o non capisce, ma ogni mezzora telefona!"
"Se ritelefona, dalle il mio numero di cellulare"
11.10
"L'idraulico???"
"Eh, anche buongiorno"
"E' stata lì per caso la mia Martina???"
"Sì, due giorni fa"
"Le ha fatto un buono sconto. No perchè sa, io conosco sua nonna!!!"
"Ah, bene!!!"
"Comunque sì"
"Mi dica quanto!"
"Il 50%"
"Sì ma...parliamo di soldi"
"Sarebbe stato 7000 euro, abbiamo concordato per 3500"
"Tantino, eh!"
"No, signora, è un prezzo di favore, appunto perchè so che lei è amica di mia nonna"
"Sarà, sarà!"
Click
Così, senza salutare nè prima, nè dopo.
Usciamo un attimo dal discorso, ricostruiamo chi è questo fulgido esempio di gradevolezza. Basta citare un'esperienza della sua vita. E' un amica di mia nonna, vero, con cui fece la patente insieme, ormai trent'anni fa.
Tutto quanto vado riportando è per interposta persona (mia nonna) su cui però tenderei a metter la mano sul fuoco, non per la sincerità della mia congiunta ma perchè conosco l'altro elemento.
1 - All'ultima lezione del corso di teoria, l'istruttore indicava il cartello stradale e loro dovevano semplicemente descrivere prima l'azione che bisognava eseguire e poi il significato del cartello. Il cartello era il classico triangolo con bordo rosso che raffigura un dosso.
L'istruttore indica e lei mette su una faccia alla Jimmy il Fenomeno, da dietro inziano ad arrivare suggerimenti: "Frenare, dosso" "Frenare, dosso", "Frenare, dosso"
Lei nell'ordine piazza un uno-due terrificante, come neanche il Manchester della finale di Champions del '99
1) "Saltare il fosso"
Rullo di tamburi
2) "Mangiare l'osso"
2 - All'esame di teoria vero e proprio, consegnò per prima, poi piantò su un cinema mai visto perchè rivoleva indietro la scheda per dare una controllata. Dovette intervenire il capo della motorizzazione, spero sparandole alle gambe.
3 - Prima lezione di guida
"Buongiorno signora, lei ha già guidato?"
"Non proprio, cioè, diciamo, qualcosina"
"In che senso qualcosina?"
"Gli autoscontri alle giostre!!!"
Mia nonna, che sedeva dietro, nel raccontare quest'episodio tra convulsioni varie, riferisce che l'istruttore si girò verso di lei e le disse: "Prenda il suo posto, per favore"
Settimane che comunque non sono passate invano quantomeno dal punto di visto bloggistico
Una mia amica si sposa (non so da voi, ma qui in zona da quando quei due geppi inglesi si scambiati le fedi, è iniziato il calvario. Personalmente resisto, resisto, resisto) ed è venuta da noi a comprare tutto l'arredobagno, vasche, sanitari and so on. In accordo con i miei capi, perchè pur gestendo la baracca quasi autonomamente, devo pur rispondere loro, le è fatto un prezzo di favore, guadagnandoci i due terzi rispetto ad un cliente normale.
Insomma, uno sconto importante (è un'amica amica, ci mancherebbe altro). Accordi sull'installazione, baci, abbracci, ringraziamenti, gridolini, "Dove vai a fare l'addio al nubliato?" - "Dovremmo andare a Berlino, stiamo cercando un volo" - "Uhuhuhuhuh, ci sono stato" - "Ohhh".
Senonchè lei prima di uscire, mena il fendente:
"Ahhh, Fily, guarda che entro breve ti telefonerà mia nonna!"
"Uh?"
"Sai che è amica di tua nonna, no? Eh è un mese che rompe, dille che mi hai fatto il 50% di sconto, così lei è soddisfatta".
Due giorni dopo, ore 10.05, la segretaria mi chiama sul cellulare
"Fily, c'è una signora che continua a telefonare chiedendomi di te"
"Eh, non le hai detto che a mezzogiorno, quando rientro, telefono a tutti quelli che mi cercano?"
"Ti pare??? Certo che gliel'ho detto ma non so se fa finta di non capire o non capisce, ma ogni mezzora telefona!"
"Se ritelefona, dalle il mio numero di cellulare"
11.10
"L'idraulico???"
"Eh, anche buongiorno"
"E' stata lì per caso la mia Martina???"
"Sì, due giorni fa"
"Le ha fatto un buono sconto. No perchè sa, io conosco sua nonna!!!"
"Ah, bene!!!"
"Comunque sì"
"Mi dica quanto!"
"Il 50%"
"Sì ma...parliamo di soldi"
"Sarebbe stato 7000 euro, abbiamo concordato per 3500"
"Tantino, eh!"
"No, signora, è un prezzo di favore, appunto perchè so che lei è amica di mia nonna"
"Sarà, sarà!"
Click
Così, senza salutare nè prima, nè dopo.
Usciamo un attimo dal discorso, ricostruiamo chi è questo fulgido esempio di gradevolezza. Basta citare un'esperienza della sua vita. E' un amica di mia nonna, vero, con cui fece la patente insieme, ormai trent'anni fa.
Tutto quanto vado riportando è per interposta persona (mia nonna) su cui però tenderei a metter la mano sul fuoco, non per la sincerità della mia congiunta ma perchè conosco l'altro elemento.
1 - All'ultima lezione del corso di teoria, l'istruttore indicava il cartello stradale e loro dovevano semplicemente descrivere prima l'azione che bisognava eseguire e poi il significato del cartello. Il cartello era il classico triangolo con bordo rosso che raffigura un dosso.
L'istruttore indica e lei mette su una faccia alla Jimmy il Fenomeno, da dietro inziano ad arrivare suggerimenti: "Frenare, dosso" "Frenare, dosso", "Frenare, dosso"
Lei nell'ordine piazza un uno-due terrificante, come neanche il Manchester della finale di Champions del '99
1) "Saltare il fosso"
Rullo di tamburi
2) "Mangiare l'osso"
2 - All'esame di teoria vero e proprio, consegnò per prima, poi piantò su un cinema mai visto perchè rivoleva indietro la scheda per dare una controllata. Dovette intervenire il capo della motorizzazione, spero sparandole alle gambe.
3 - Prima lezione di guida
"Buongiorno signora, lei ha già guidato?"
"Non proprio, cioè, diciamo, qualcosina"
"In che senso qualcosina?"
"Gli autoscontri alle giostre!!!"
Mia nonna, che sedeva dietro, nel raccontare quest'episodio tra convulsioni varie, riferisce che l'istruttore si girò verso di lei e le disse: "Prenda il suo posto, per favore"
Lunedì, 31 ottobre 2011 - La neve: questione di prospettive
Adoro il mio lavoro, non mi pesa nulla, la mia fortuna è che i miei "padroni" non hanno mai saputo che pagherei per farlo, quelle poche volte che ne parlo "live" alle solite obiezioni "Dev'esser dura" "...gavetta..." e così via rispondo con facce e frasi fatte di prammatica ma che non sento minimamente.
Però poi capitano situazioni come questa
Cliente storica in condominio storico
"E' un po' che non la vedo in giro nelle case, ormai lavora solo in esposizione?"
"Da quando sono diventato responsabile della divisione esterna, faccio il jolly: dove servo, vado. Un giorno in esposizione, un giorno le trasferte fuoriregione, un giorno le case, un giorno i cantieri. Insomma, quello che serve in quel giorno"
"Ah, capito"
"Ultimamente quasi solo cantieri e magari qualche casa in pausa pranzo o alla sera"
"Capito, capito"
Pausa
"No, dico...deve essere bello lavorare nei cantieri"
"Bellissimo"
"Eh, mi immagino, veder nascere e poi crescere le case"
"D'inverno, poi..." (pensiero: "...soprattutto quando prendi in mano tubi d'acciaio che sono stati al freschino tutta notte")
"Ah, intende per la neve?"
"Anche"
"La neve rende bella ogni cosa, è vero!"
Vedendo i buchi nel cervello da cui scaturivano le risposte, chissà che neve intendeva...
Però poi capitano situazioni come questa
Cliente storica in condominio storico
"E' un po' che non la vedo in giro nelle case, ormai lavora solo in esposizione?"
"Da quando sono diventato responsabile della divisione esterna, faccio il jolly: dove servo, vado. Un giorno in esposizione, un giorno le trasferte fuoriregione, un giorno le case, un giorno i cantieri. Insomma, quello che serve in quel giorno"
"Ah, capito"
"Ultimamente quasi solo cantieri e magari qualche casa in pausa pranzo o alla sera"
"Capito, capito"
Pausa
"No, dico...deve essere bello lavorare nei cantieri"
"Bellissimo"
"Eh, mi immagino, veder nascere e poi crescere le case"
"D'inverno, poi..." (pensiero: "...soprattutto quando prendi in mano tubi d'acciaio che sono stati al freschino tutta notte")
"Ah, intende per la neve?"
"Anche"
"La neve rende bella ogni cosa, è vero!"
Vedendo i buchi nel cervello da cui scaturivano le risposte, chissà che neve intendeva...
Lunedì, 24 ottobre 2011 - Stai attenta perchè ti forzo le porte di casa
Nel P.S. del 5 aprile
http://deliridraulicotuttofare.splinder.com/post/24401922/erotidraulico
Scrivevo che
"Da ieri, con il primo grande caldo, è partita la magica stagione degli impianti d'irrigazione, di condizionamento e, in misura minore, dei pannella solari. Finora ancora calma piatta, ma vedrete che a breve l'imbecillità umana, che con la bella stagione dà il meglio, riuscirà a toccare nuove, incredibili, vette. Basta crederci e coltivarla con costanza."
Purtroppo per voi ma anche per noi, l'estate, almeno qui, è stata infame, fredda, piovosa e per cui si sono installati pochissimi impianti d'irrigazione, ancor meno condizionatori (i nostri son di fascia alta, non robazza da GDO) e quasi nessun pannello solare.
In realtà bastava attendere. Attendere stamattina per la precisione:
"Pronto?"
"Pronto, buongiorno, la chiamo dal luogo di lavoro"
Pausa
"Bene" (pensiero: "Invece io sono sul Blue Tornado di Gardaland con Irina Sheyk a destra e Alessandra Ambrosio a sinistra")
"Sabato 6, mi sposo"
Pausa
"Bene"
"No, perchè sa...il mio fidanz...ehm ex fidanzato e futuro marito, eheh" (pensiero: "Che matte risate, proprio budella divelte dai sussulti, questa è una battuta originalissima, seconda solo a chi alla mezzanotte e un secondo del primo gennaio ti dice "L'anno scorso...") "ha il picco lavorativo tra maggio e ottobre e per cui l'unico periodo veramente libero da impegni è questo"
Pausa
(pensiero: "Se aspetti che ti chieda che lavoro fa quel povero scemo, puoi attendere fino alla fine dei tempi, piuttosto mi faccio evirare") "Ok, scusi se sono troppo diretto: quindi?"
"Ecco no, niente, abbiamo comprato casa"
Pausa
(pensiero: "E me lo dici così, fammi almeno sedere, questa notizia mi sta sconvolgendo!") "Uhm"
"Col mutuo ovviamente"
(pensiero: "Evvabbeh, questo è troppo, portatemi i sali, col mutuo addirittura!!!")
"Insomma, venendo al dunque..."
Scatta la ola
"...volevo chiederle se lei era disponibile ad installarmi l'impianto d'irrigazione, perchè la nostra a casa l'hanno appena terminata, il prato, dove c'è schifo, insomma ha capito"
"Beh sì, nessun problema, magari in settimana passo di lì a fare un sopralluogo!"
"Questa settimana?"
"Sì, è una cosa veloce, venti minuti, una mezzoretta al massimo. Il tempo di pigliar le misure, decidere con lei l'intervento e fissare l'appuntamento"
"Io mi devo sposare!"
"Sì, questo mi è chiaro"
"In queste due settimane devo definire migliaia di cose, figuriamoci se ho il tempo per un impianto d'irrigazione"
"Guardi che mi ha chiamato lei"
"Sì, eheh, ci mancherebbe, non la prenda a male, la mia era una telefonata giusto per parlare"
(pensiero: "E allora, demente, chiama il Telefono Amico o, vista l'età mentale, il Telefono Azzurro, non l'idraulico") "Capisco, quindi?"
"Avevo pensato a dicembre, quando torniamo dal viaggio di nozze"
"Va benissimo, però a dicembre posso solo venire a pigliar le misure e definire il prodotto che vuole, non certo ad installarglielo"
"Ah nono, io questa primavera voglio un giardino splendente, fin dal primo giorno"
"Vabbè, non so cosa vuole lei e quanti giardini abbia visto ma non è che al primo sole, un deserto diventa una foresta"
"Vabbè ma comunque perchè non può fare il lavoro a dicembre?"
"Perchè al posto di vanga e zappa mi servirebbero martello pneumatico e fiamma ossidrica"
"Ahahahahahah..." (pensiero: "Ma che cazzo ridi? Ma ti rendi conto che se ti avesse sentito Tognazzi ti avrebbe usato come modello per la supercazzola 2.0?") "...in che senso?"
"Nel senso che d'inverno, il terreno ghiaccia" (pensiero: "Piero Angela chi?")
"E lei non ha gli strumenti adatti per ovviare?"
"No" (pensiero: "Purtroppo ai tempi dello scioglimento dell'URSS il mio datore di lavoro non fu così lungimirante da pigliare le rompighiaccio in svendita")
"Quindi lei mi vorrebbe dire che in inverno non installa impianti d'irrigazione?"
"Fino a fine ottobre/inizio novembre e da fine febbraio/inizio marzo in poi"
"Ma è lei che, mi scusi, non è capace o anche gli altri non fanno questo lavoro in inverno?"
"No, sono io, chiami altri idraulici e vedrà che dovrà chiamare i vigili per regolare il traffico"
"Ma no dai, cercavo di forzare la mano. Voglio lei, me ne hanno parlato bene, ci risentiamo a febbraio"
"Arrivederci"
Click
Questa è talmente stupida che non so neanche come taggarla. Forse come "Morte, morte, morte?" No, dai. In fondo ai miei clienti voglio bene come se fossero normali.
http://deliridraulicotuttofare.splinder.com/post/24401922/erotidraulico
Scrivevo che
"Da ieri, con il primo grande caldo, è partita la magica stagione degli impianti d'irrigazione, di condizionamento e, in misura minore, dei pannella solari. Finora ancora calma piatta, ma vedrete che a breve l'imbecillità umana, che con la bella stagione dà il meglio, riuscirà a toccare nuove, incredibili, vette. Basta crederci e coltivarla con costanza."
Purtroppo per voi ma anche per noi, l'estate, almeno qui, è stata infame, fredda, piovosa e per cui si sono installati pochissimi impianti d'irrigazione, ancor meno condizionatori (i nostri son di fascia alta, non robazza da GDO) e quasi nessun pannello solare.
In realtà bastava attendere. Attendere stamattina per la precisione:
"Pronto?"
"Pronto, buongiorno, la chiamo dal luogo di lavoro"
Pausa
"Bene" (pensiero: "Invece io sono sul Blue Tornado di Gardaland con Irina Sheyk a destra e Alessandra Ambrosio a sinistra")
"Sabato 6, mi sposo"
Pausa
"Bene"
"No, perchè sa...il mio fidanz...ehm ex fidanzato e futuro marito, eheh" (pensiero: "Che matte risate, proprio budella divelte dai sussulti, questa è una battuta originalissima, seconda solo a chi alla mezzanotte e un secondo del primo gennaio ti dice "L'anno scorso...") "ha il picco lavorativo tra maggio e ottobre e per cui l'unico periodo veramente libero da impegni è questo"
Pausa
(pensiero: "Se aspetti che ti chieda che lavoro fa quel povero scemo, puoi attendere fino alla fine dei tempi, piuttosto mi faccio evirare") "Ok, scusi se sono troppo diretto: quindi?"
"Ecco no, niente, abbiamo comprato casa"
Pausa
(pensiero: "E me lo dici così, fammi almeno sedere, questa notizia mi sta sconvolgendo!") "Uhm"
"Col mutuo ovviamente"
(pensiero: "Evvabbeh, questo è troppo, portatemi i sali, col mutuo addirittura!!!")
"Insomma, venendo al dunque..."
Scatta la ola
"...volevo chiederle se lei era disponibile ad installarmi l'impianto d'irrigazione, perchè la nostra a casa l'hanno appena terminata, il prato, dove c'è schifo, insomma ha capito"
"Beh sì, nessun problema, magari in settimana passo di lì a fare un sopralluogo!"
"Questa settimana?"
"Sì, è una cosa veloce, venti minuti, una mezzoretta al massimo. Il tempo di pigliar le misure, decidere con lei l'intervento e fissare l'appuntamento"
"Io mi devo sposare!"
"Sì, questo mi è chiaro"
"In queste due settimane devo definire migliaia di cose, figuriamoci se ho il tempo per un impianto d'irrigazione"
"Guardi che mi ha chiamato lei"
"Sì, eheh, ci mancherebbe, non la prenda a male, la mia era una telefonata giusto per parlare"
(pensiero: "E allora, demente, chiama il Telefono Amico o, vista l'età mentale, il Telefono Azzurro, non l'idraulico") "Capisco, quindi?"
"Avevo pensato a dicembre, quando torniamo dal viaggio di nozze"
"Va benissimo, però a dicembre posso solo venire a pigliar le misure e definire il prodotto che vuole, non certo ad installarglielo"
"Ah nono, io questa primavera voglio un giardino splendente, fin dal primo giorno"
"Vabbè, non so cosa vuole lei e quanti giardini abbia visto ma non è che al primo sole, un deserto diventa una foresta"
"Vabbè ma comunque perchè non può fare il lavoro a dicembre?"
"Perchè al posto di vanga e zappa mi servirebbero martello pneumatico e fiamma ossidrica"
"Ahahahahahah..." (pensiero: "Ma che cazzo ridi? Ma ti rendi conto che se ti avesse sentito Tognazzi ti avrebbe usato come modello per la supercazzola 2.0?") "...in che senso?"
"Nel senso che d'inverno, il terreno ghiaccia" (pensiero: "Piero Angela chi?")
"E lei non ha gli strumenti adatti per ovviare?"
"No" (pensiero: "Purtroppo ai tempi dello scioglimento dell'URSS il mio datore di lavoro non fu così lungimirante da pigliare le rompighiaccio in svendita")
"Quindi lei mi vorrebbe dire che in inverno non installa impianti d'irrigazione?"
"Fino a fine ottobre/inizio novembre e da fine febbraio/inizio marzo in poi"
"Ma è lei che, mi scusi, non è capace o anche gli altri non fanno questo lavoro in inverno?"
"No, sono io, chiami altri idraulici e vedrà che dovrà chiamare i vigili per regolare il traffico"
"Ma no dai, cercavo di forzare la mano. Voglio lei, me ne hanno parlato bene, ci risentiamo a febbraio"
"Arrivederci"
Click
Questa è talmente stupida che non so neanche come taggarla. Forse come "Morte, morte, morte?" No, dai. In fondo ai miei clienti voglio bene come se fossero normali.
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